Ansa
Editoriali
Spesa farmaceutica fuori controllo
Il ministro Schillaci richiama le "criticità significative" emerse dai dati e chiede all’Aifa chiarimenti e responsabilità. La sua lettera è il riconoscimento che qualcosa nella governance del sistema non funziona come dovrebbe
La spesa farmaceutica cresce senza sosta. Gli ultimi dati pubblicati a gennaio confermano una tendenza strutturale, trainata dall’invecchiamento della popolazione e dall’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. Variabili note, prevedibili. Proprio per questo, difficili da giustificare se sfuggono al controllo. La lettera inviata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, ai vertici dell’Aifa segna un passaggio politico rilevante. Non è una richiesta formale qualsiasi: parla di “chiarimenti urgenti” e di “misure correttive”. E’ il riconoscimento che qualcosa nella governance del sistema non funziona come dovrebbe.
Il ministro richiama le “criticità significative” emerse dai dati e sottolinea un nodo particolarmente delicato: la divergenza tra Aifa e regioni sulla sostenibilità della spesa. Quando le istituzioni chiamate a collaborare interpretano diversamente gli stessi numeri, il problema non è solo tecnico, ma di indirizzo e di metodo. Significa che manca una regia condivisa. A pesare sono anche le polemiche interne all’Agenzia, esplose pubblicamente durante la presentazione dell’ultimo rapporto Osmed. Le tensioni tra dirigenti, finite sui giornali, hanno incrinato la credibilità di un organismo che dovrebbe rappresentare un presidio di autorevolezza scientifica e amministrativa. Schillaci chiede documentazione metodologica completa, evidenze a supporto delle scelte autorizzative, dettagli sui sistemi di monitoraggio dei farmaci innovativi. E pretende un rapporto bimestrale con analisi disaggregate della spesa, azioni concrete, cronoprogrammi e indicatori misurabili. Non solo analisi, dunque, ma responsabilità. La questione non è meramente contabile. La spesa farmaceutica incide sulla sostenibilità del Servizio sanitario e sulla fiducia dei cittadini. Governarla significa tenere insieme diritto all’innovazione e tenuta dei conti pubblici. I quattordici giorni concessi dal ministro sono più di una scadenza amministrativa: sono il segnale che il tempo delle ambiguità è finito.