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Roma Capoccia
Carta d'identità, l'odissea continua tra agenzie private e allarme per dati e privacy
Chi si affida ai privati (a pagamento), chi agli open day e persino alle "Notti bianche". Incubo "agenda Cie"
La chiamano “buco nero”, “discesa agli inferi”, “odissea”, “avventura kafkiana”, “incubo”, la circostanza in cui molti cittadini romani si sono trovati negli ultimi anni: carta d’identità scaduta, necessità di rinnovarla in fretta o anche non in fretta; di rinnovarla e basta o di farla rinnovare a suocera, cognato, nipoti, parenti, per dirla con la vecchia canzone degli Zero assoluto. Ed era quasi sempre zero assoluto anche per la possibilità di trovare uno slot di prenotazione online sul famoso (e famigerato, a seconda dei punti di vista, portale di prenotazione online, anche detto “agenda Cie”). Mesi, anche molti mesi senza disponibilità, era il destino — da cui l’urgenza di lanciare gli open day (con fila e, spesso, nuova impossibilità). Ed ecco che, il 13 dicembre del 2025, è arrivata la “notte bianca” delle carte d’identità, con sportelli anagrafici aperti fino a mezzanotte nei municipi che si erano dati disponibili per cercare di dare risposta ai cittadini che temono la mannaia del 3 agosto 2026, giorno in cui la carta d’identità cartacea diventerà un oggetto vintage inutilizzabile. “La buona riuscita della Notte Bianca delle Cie”, aveva allora dichiarato l’assessore alle Periferie, Pnrr, Decentramento e Città dei 15 minuti Pino Battaglia, “dimostra l’importanza di implementare la nostra capacità di risposta ai bisogni dei cittadini”.
Solo che il sistema non si è mai sbloccato, nel senso che l’impresa, per chi deve ancora rinnovare, si fa sempre più ardua, nonostante gli open day vengano periodicamente annunciati (il prossimo è previsto nel weekend del 14 e 15 marzo). E dunque, di fronte allo scenario fosco, c’è chi ha deciso di rivolgersi ad agenzie private, pubblicizzate spesso online, che – a pagamento – fanno da tramite per far ottenere l’appuntamento e riescono là dove il comune mortale si arena desolato. Ma come riescono e come fermare questo sistema parallelo, risolvendo però intanto il disagio dei cittadini? Il Comune, sottolineando che, comunque, la piattaforma Cie è nazionale e non locale, affronterà il problema in seno alla commissione Statuto e Innovazione tecnologica, il 27 marzo, con focus sui rischi per la privacy e la sicurezza informatica, visto che i cittadini che si affidano a queste agenzie condividono dati personali. L’odissea si sposta dunque sul fronte telematico: quali sono le agenzie buone e quelle cattive (ci sono anche infatti agenzie “regolari” che aiutano i non informatizzati)? Intanto, per chi si mette in mare, resta pur sempre un’odissea.