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Gira una voce: Vannacci candidato sindaco di Roma

Gianluca De Rosa

Un’idea che per ora è solo una suggestione. Ma che già ha cominciato a circolare. Da Gianfranco Fini (1993) ad Antonio Tajani (2001), da Giorgia Meloni (2016) fino a Carlo Calenda (2021), candidarsi a Roma offre a chi ha il coraggio di farlo lo standing, qui vale il gioco di parole, per un glorioso Futuro nazionale

Ieri Roberto Vannacci era a Roma. Un incontro riservato con i suoi deputati – Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo – per organizzare per il prossimo 5 marzo un incontro a Palazzo Grazioli con la stampa estera. Non si esclude anche un appuntamento con taccuini e tv nostrane. Lo stesso giorno, in zona San Giovanni, Vannacci presenterà il libro “Il tempo di satana sta finendo” di Abile Mingarelli, autore ultracattolico vicino a Mario Adinolfi. Mentre due giorni dopo, sempre nella capitale, sarà con un gruppetto di medici no vax per l’incontro “Avanguardia del Dissenso”. Futuro nazionale, insomma, si organizza. Si cercano tesserati, soldi, ma soprattutto visibilità – non a caso ieri il generale informava tutti della sua partecipazione a Sanremo il 27 febbraio: “Sono invitato e sarò in platea per guardarmi lo spettacolo”. Ma, passato Sanremo, quale luogo offre a un politico più riflettori della capitale? C’è chi mormora che dietro questa assidua presenza capitolina del generale possa esserci qualcosa di più. Un’idea che per ora è solo una suggestione. Ma che già ha cominciato a circolare. Dopo le politiche, alle amministrative del 2027, il generale potrebbe candidarsi sindaco della capitale. Fantapolitica? Può darsi. E però, ragiona chi crede in questa ipotesi, da Gianfranco Fini (1993) ad Antonio Tajani (2001), da Giorgia Meloni (2016) fino a Carlo Calenda (2021), candidarsi a Roma offre a chi ha il coraggio di farlo lo standing, qui vale il gioco di parole, per un glorioso Futuro nazionale. La storia della premier è senz’altro la più emblematica: sconfitta da Virginia Raggi nel 2016 (fuori pure dal ballottaggio), con FdI che ancora viaggiava a una cifra, ha cominciato dalla corsa al Campidoglio la sua ascesa che, poco più di cinque anni più tardi, l’ha portata a Palazzo Chigi.

 

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