Ansa
Roma Capoccia
Dalla capitale d'Italia alla capitale della musica, i cantanti romani a Sanremo
Ditonellapiaga, Eddie Brock, Fulminacci, Leo Gassmann, Mara Sattei e Tommaso Paradiso formano la rappresentaza cittadina più numerosa d'Italia. A loro bisogna aggiungere però anche LDA, che a Roma ci è nato, e Patty Pravo e Nayt che da anni hanno scelto di viverci
Per una settimana all’anno, Roma abdica da capitale d’Italia consegnando momentaneamente quel titolo a Sanremo. E se è vero che Roma è soprattutto un’idea verso cui tendere, cosa resta da fare ai romani se non recarsi nella città del Festival musicale più famoso della penisola? Ed ecco dunque che Ditonellapiaga, Eddie Brock, Fulminacci, Leo Gassmann, Mara Sattei e Tommaso Paradiso sono sbarcati in terra genovese formando la rappresentanza cittadina più numerosa d’Italia.
A loro certo bisognerebbe aggiungere anche il figlio 22enne di Luigi D’Alessio, Luca, in arte LDA, che, anche se è cresciuto a Napoli, a Roma ci è nato e si presenta al Festival cantando Poesie clandestine con AKA 7even. Inoltre occorrerebbe inserire nell’elenco anche Patty Pravo, pseudonimo di Nicoletta Strambelli, che canta Opera. Icona della musica italiana da decenni, seppur veneziana d’origine, è romana d’adozione tanto che è da tutti riconosciuta come “la ragazza del Piper”, dove si esibiva negli anni ’60. E’ un personaggio completamente fuori da ogni tipo di conformismo. Renato Zero racconta che una volta si trovava proprio al Piper con Loredana Bertè e Mia Martini quando vide apparire una ragazza bionda platino su una Rolls Royce bianca guidata da un nero in livrea, con due giganteschi cani al guinzaglio. Lo stupore fu talmente tanto che i tre cantanti si dissero: “Ma chi è ‘sta vamp? Sarà americana?”. Anche Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, non è nato a Roma, ma a pochi mesi dalla nascita si è trasferito nella periferia romana, al Quadraro, a cui è molto legato. Per il rapper, che porta il brano Prima che, si tratta dell’esordio a Sanremo.
Tra i romani doc c’è invece Filippo Uttinacci, nome d’arte Fulminacci, pseudonimo scelto anche perché faceva pensare a un’imprecazione dei fumetti. Il ragazzo classe 1997, elegantissimo, nel 2021 cantava una storia d’amore sullo sfondo di Santa Marinella, località balneare a un passo dalla capitale. E ora si ritrova a Sanremo, ma non ha nessuna smania di vincere il Festival: per lui l’obiettivo è arrivare quinto. La sua unica preoccupazione, ha confessato, è rappresentata dai palloncini. Fulminacci porta sul palco dell’Ariston Stupida sfortuna, brano prodotto da Pietro Paroletti, aka Golden Years, che ha ricordato sui social come i due abbiano scritto la canzone quando si sono conosciuti e hanno scoperto di essere nati lo stesso giorno.
Ditonellapiaga, alias Margherita Carducci, ha la stessa età di Fulminacci, ed è cresciuta in uno dei quartieri più esclusivi della capitale, Prati, e probabilmente ha più voglia di lui di “provocare, senza aggressività”, come ha spiegato parlando del suo nome d’arte, nato come nickname di Instagram. Per Sanremo ha scelto di cantare Che fastidio!, ma, secondo i genitori, la decisione più importante l’ha presa quando ha abbandonato la pallacanestro per dedicarsi alla musica, e se lo hanno detto loro, che sono allenatori di basket, sarà vero. Per la serata dei duetti ha scelto di esibirsi con Tony Pitony, uno che ha fatto della provocazione il suo tratto caratteristico, perfetto per “punzecchiare, ma sempre in modo bonario” come vuole Ditonellapiaga. Eddie Brock, all’anagrafe Edoardo Iaschi, è cresciuto nel quartiere Aurelio, poco distante dalla coetanea Ditonellapiaga, e fino a qualche mese fa ha gestito un bed and breakfast, ha fatto il rider e l’operatore in un call center. Ora invece partecipa a Sanremo con Avvoltoi, anche grazie al singolo Non è mica te che l’anno scorso ha sfondato il tetto dei 23 milioni di ascolti, dopo essere stato scartato quattro volte da Xfactor e Amici. Il cantante, che si definisce “contrabbandiere di emozioni”, ha scelto il suo nome d’arte ispirandosi a Venom, uno dei nemici di Spiderman.
E poi ci sono il due volte figlio d’arte Leo Gassmann, figlio di Alessandro e nipote di Vittorio, con Naturale, e Mara Sattei, pseudonimo di Sara Mattei, che canta Le cose che non sai di me. Una canzone nata in famiglia perché lei ha curato il testo e la musica l’ha firmata con il fratello, il rapper Thasup, con il compagno Alessandro Donadei e a Edwyn Brun. E infine c’è Tommaso Paradiso. L’ex frontman dei Thegiornalisti è laureato in Filosofia ed è anche un grande appassionato e collezionista di sintetizzatori vintage, ma c’è una passione che lo interessa più della musica: la Lazio. Diverse volte gli hanno chiesto cosa preferirebbe tra vedere la sua squadra con lo scudetto sulla maglia o vincere Sanremo. Ovviamente la risposta non poteva essere che una: “Lo scudetto alla Lazio”. Al Festival Paradiso canta I romantici, canzone dedicata alla bellezza dei sentimenti puri. E chi meglio di un romano sa che cos’è la bellezza?