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Roma Capoccia
Supermagic torna dall'8 febbraio con “Elementi”: illusioni, risate e stupore
Tra illusioni mozzafiato, comicità e poesia visiva, Supermagic torna con la sua 22ª edizione dedicata agli Elementi: uno spettacolo internazionale che fa sognare, sorprende e per la prima volta porta la sua magia anche fuori da Roma
“It’s a kind of magic…”, cantavano i Queen e Freddie Mercury. Beh, qui la magia c’è tutta, dall’inizio alla fine. Per due ore di puro divertimento ed evasione assoluta, con uno spettacolo che non si vede tutti i giorni. Parliamo di Supermagic, lo show di magia e illusionismo giunto alla 22esima edizione, che quest’anno ha come filo conduttore “Elementi”, ovvero acqua, aria, terra e fuoco. E quest’anno per la prima volta lo show uscirà dalla città dove è nato, Roma, per fare tappa anche a Torino, città magica ed esoterica per antonomasia.
Ogni anno lo spettacolo cambia e cambiano gli artisti: quest’anno sono 16 provenienti da sette Paesi, un sapore quindi molto internazionale. Il bello, nel vedere all’opera i maghi, è che ogni artista ha uno stile diverso. Ci sono quelli più “drammatici”, come il canadese Darcy Oake, che si fa legare e intrappolare con la testa sott’acqua e il pubblico sta 3 minuti in ansia col fiato sospeso sperando che riesca a liberarsi. Oppure Paolo Carta & Sara, che si esibiscono nel famoso numero della donna segata in due. Poi ci sono quelli più “brillanti”, che virano verso la comicità, per esempio l’artista tedesco Topas, che coinvolge in maniera simpatica il pubblico, e il francese Jimmy Delp, che si presenta con il look quasi clownesco. Perché la magia è comunque “un’arte teatrale dove ogni perfomer interpreta un personaggio, che poi può cambiare nel corso della carriera”, viene spiegato. Ma la magia fa anche sognare, come il numero di Matteo Fraziano, che cattura gli spettatori con i suoi giochi di ombre con le mani, dove riesce a far cantare pure John Lennon. Notevoli sono pure le ombre create dall’illusionista francese Xavier Mortimer. Manipolazione e simpatia è invece la carta vincente del giovanissimo tedesco Maurice Grange. Mentre più tradizionali, ma comunque stupefacenti con colombi e pappagalli, sono Jay Niemi & Jade.
C’è anche molta musica. Il pubblico resta spesso a bocca aperta: si ride, si applaude e ci si diverte. Tra un’esibizione e l’altra ci sono poi danze e performance, con un corpo di ballo che consente di preparare il palco per il numero successivo. E ad esibirsi è anche il conduttore e ideatore dello show, Remo Pannain, avvocato penalista con la grande passione per la magia. Che nel 2003 insieme ad alcuni amici si è inventato Supermagic. “Lo show cambia ogni anno, scegliamo un filo conduttore e selezioniamo i maghi, che andiamo a scovare ovunque: nei festival, in tv, sul web e nei locali in giro per il mondo. Negli ultimi anni nella magia c’è stata un’evoluzione nei materiali e le esibizioni si sono un po’ velocizzate, anche per essere postate sui social. Per il resto, non è cambiato nulla, perché la magia si basa sempre sul provocare emozioni e stupore nello spettatore. La grande magia dal vivo è inattaccabile dall’intelligenza artificiale…”, osserva Pannain. Che sta già lavorando alla preparazione dell’edizione 2027. Basti pensare che nelle 21 edizioni passate si sono esibiti 130 artisti di fama mondiale davanti a un totale di 280.000 spettatori, con la Fédération Internationale des Sociétés Magiques che ha nobilitato Supermagic col titolo di “Migliore spettacolo di magia”. L’arte magica ha diverse specializzazioni: manipolazione, prestidigitazione, grande illusionismo, mentalismo, cartomagia, micromagia, eccetera. Supermagic non è solo un evento annuale, ma anche un sito con dentro molte cose, tra cui un’accademia di magia per iniziare o specializzarsi. Insomma, se il vostro sogno è sempre stato quello di seguire le orme di Silvan, Alexander o Tony Binarelli, non vi resta che gettare il cuore oltre l'ostacolo e provare. Ma ci sono ancora giovani che vogliono fare i maghi? “Sì, certo. Però ci vuole una grande passione: bisogna allenarsi, sacrificarsi e studiare. In questo modo si può diventare buoni prestigiatori. Per diventare grandi ci vuole il talento, anche quello però va sempre allenato”, sostiene Pannain. Che nella sua vita a un certo punto si è trovato di fronte a un bivio: fare il mago o l’avvocato. Ha scelto il diritto, senza però rinunciare alla sua passione per la magia. Supermagic sarà all’Auditorium della Conciliazione fino a domenica 8 febbraio. Poi il 13, 14 e 15 febbraio sarà al Teatro Alfieri di Torino. (Info su www.supermagic.it).