Roma Capoccia
Asse Gualtieri-Schlein: un ministero per la Casa
Oggi il sindaco sarà al Nazareno con la segretaria per presentare le proposte del partito sul diritto all’abitare
Quattro miliardi di investimenti, realizzazione di nuovi alloggi, ristrutturazione di quelli oggi inagibili e agenzie locali per il diritto all’abitare in grado di interfacciarsi con i privati. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri oggi sarà al Nazareno insieme alla segretaria del Pd Elly Schlein. Obiettivo? Presentare il piano Casa del Pd. Non è un segreto che, dopo il salario minimo e la sanità, quello della casa è uno dei temi che la segretaria del Pd ha scelto per costruire il menù di proposte del suo partito da condividere con il campo largo. Una scelta motivata anche dalle difficoltà del governo a trovare le risorse per proporre soluzioni all’emergenza abitativa (il piano Casa è diventato uno dei grandi guai del vicepremier leghista Matteo Salvini). L’appuntamento è per oggi pomeriggio al Nazareno alle 15.30. Insieme al sindaco e alla segretaria ci saranno anche i capigruppo del Pd nelle due camere del Parlamento, Chiara Braga e Francesco Boccia, l’ex presidente della regione Lazio e capogruppo in Europa del Pd Nicola Zingaretti, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, l’eurodeputata dem e presidente della commissione speciale Casa al Parlamento europeo Irene Tinagli e la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero.
Ma Gualtieri sarà un ospite speciale. Per una ragione molto semplice. Roma è la città d’Italia in cui l’emergenza abitativa è più sentita. Non è un caso che a occuparsi per il partito di questo tema, oltre a Piefrancesco Majorino, responsabile delle politiche abitative della segreteria, ci sia anche un ex assessore regionale laziale di zingarettiana provenienza, Massimiliano Valeriani. E’ a lui che Elly Schlein ha affidato il ruolo di coordinatore nazionale del forum per il diritto alla casa del Pd. “Noi – dice al Foglio Valeriani – presentiamo il nostro piano Casa, una proposta che va in netta discontinuità rispetto al passato e soprattutto rispetto a quello che sta facendo, o meglio, non facendo la destra. E’ un tema che riguarda fasce di popolazioni sempre più ampie, specialmente i giovani”. Un problema che riguarda in particolar modo la capitale. “Senz’altro”, risponde Valeriani. “Il fenomeno dell’emergenza abitativa si concentra nelle grandi aree urbane. E Roma è in assoluto l’ambito più stressato. Si stimano almeno settantamila case che andrebbero realizzate per sostenere sia chi è in emergenza abitativa, attraverso l’edilizia residenziale pubblica, sia per dare una risposta ai giovani e al ceto medio attraverso l’housing sociale. Anche perché il problema oggi è che pure chi stava bene fino a qualche anno fa, oggi, all’improvviso, si è impoverito. E il primo effetto è proprio sulla casa. Ciononostante la destra taglia i bonus affitto e i fondi per la morosità incolpevole e annuncia da tre anni piani Casa sui quali però, anche nell’ultima finanziaria, non ha messo neppure un euro”.
E quali sono, invece, le vostre proposte? Cosa annuncerete oggi? “Noi proponiamo un programma che si fonda su alcuni punti. Primo: una cura shock con un investimento di 4 di euro. In parte per realizzare nuovi alloggi e portare l’Italia ad avere almeno il 7,5 per cento di alloggi pubblici sul mercato degli affitti. Oggi siamo al 3,5, neanche la metà, con effetti inevitabili sui canoni di locazione. Un’altra parte dei fondi, invece, servirebbe per recuperare 100 mila alloggi pubblici già disponibili ma che non possono essere assegnati perché mancano i fondi per metterli a posto. Ma non finisce qui…”. Cos’altro avete in mente? “Il secondo punto è la costituzione di un ministero della Casa che oggi non esiste e che servirebbe da un lato a dare più forza politica alla questione, dall’altro a far tornare lo stato a occuparsi di questo tema. Oggi invece gli enti locali sono lasciati soli. Inoltre è necessaria una strategia nazionale per le agenzie locali della case che devono diventare uno strumento cruciale di intermediazione tra pubblico e privato, anche acquisendo patrimonio edilizio già esistente”.
E le risorse dove pensate di reperirle? C'è una proposta sulle coperture? “Tagliando alcune cose dalla riforma fiscale, chiudendo gli inutili centri in Albania e fermando l’aumento della spesa per l’acquisto di armamenti, ma anche le risorse che oggi la maggioranza ha concentrato sulla realizzazione di infrastrutture inutili come il Ponte sullo Stretto. Poi ci sono ovviamente i fondi europei che arriveranno proprio su questo argomento”.