Il boom del 2025
La Roma da record per presenze chiede al governo “più agenti e meno slogan”
Quasi 23 milioni di visitatori. Ma per mantenere alto lo standard, ed evitare che la stazione Termini diventi bandiera negativa, servono fatti concreti, dice l'assessore Onorato
Un anno record per il turismo a Roma, il 2025 appena alle spalle. Lo dicono i dati raccolti dall’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio: gli arrivi da gennaio a dicembre scorso sono stati 22,9 milioni, di cui 12 milioni dall’estero, con 52,92 milioni di presenze, rispettivamente +3,42 per cento e +2,87 per cento sul precedente primato storico, quello del 2024. Effetto Giubileo? Effetto grandi eventi? “E’ stato un anno impegnativo ma molto positivo per la città sotto ogni punto di vista”, ha detto il sindaco dem Roberto Gualtieri, parlando del turismo come di “un’industria che genera indotto, posti di lavoro e che concorre a trainare il rilancio della capitale, nel segno di una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile”. “Roma, da tre anni”, dice l’assessore al Turismo, Moda, Sporta e Grandi Eventi Alessandro Onorato, “batte il suo record storico di arrivi e presenze turistiche”. Questi numeri, per l’assessore, “non sono dovuti al Giubileo, ma al recupero della centralità che la nostra città sta avendo sui mercati internazionali. Il cosiddetto effetto Giubileo lo avremo nel 2026, grazie all’esposizione mediatica che ha permesso a Roma, negli ultimi 12 mesi, di essere sui principali telegiornali e siti di tutto il mondo. Oggi Roma stabilisce questi primati grazie a un cartellone di grandi eventi sportivi, concertistici, culturali, congressuali e di moda che non aveva mai avuto prima”. In questi stessi stessi giorni di ottimismo, però, alcuni casi di cronaca, tra cui l’aggressione brutale di un uomo alla stazione Termini, hanno riportato alla ribalta il dibattito sulla sicurezza, anche in concomitanza con l’esplosione di violenza giovanile in altre città. Come fare, allora, a mantenere alto lo standard di una città “record” per presenze anche grazie al fatto che, finora, a Roma ci si sentiva più sicuri che altrove? “La sicurezza a Roma”, dice Onorato, “è nettamente più alta che nelle altre grandi metropoli internazionali. Parlo di Londra, Parigi, New York o Milano, città che vivono una situazione d’insicurezza molto grave. Dobbiamo però fare attenzione. Perché se il governo non aumenta il numero di agenti, se non garantisce strumenti per un presidio costante di zone come la stazione Termini, e se chi commette reati in carcere non ci va, allora c’è il rischio che una grande metropoli come Roma possa diventare davvero insicura come le altre. Il governo molli gli slogan e si concentri sui fatti concreti. Solo così si può migliorare la vita dei cittadini e dei turisti”.