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Roma Capoccia

Il Teatro della Cometa ritrova il suo palcoscenico musicale

Mario Leone

Incastonata nel tessuto storico della zona, ai piedi del Campidoglio, la sala ospiterà la prima stagione concertistica della Fondazione “Nicola Bulgari”. E nei mesi successivi ci sarà ancora tanta musica

Il Teatro della Cometa sorge nel cuore di Roma, incastonato nel tessuto storico della zona, ai piedi del Campidoglio. Raccolto, prezioso, raffinato nei suoi dettagli come “un teatrino di quelli antichi di corte”, la sala nasce più come ambiente privato che come spazio aperto al pubblico. Malgrado l’intimità del luogo, su questo palco sono saliti artisti come Samuel Beckett e Eugène Ionesco, e le più importanti compagnie degli anni Sessanta. Una serie di vicissitudini, tra cui un incendio, hanno reso il teatro inutilizzabile sino al restauro, terminato nel maggio scorso, grazie alla caparbietà di Maria Grazia Chiuri (la direttrice creativa di Dior lo aveva acquistato nel 2020) e ai fondi privati che hanno permesso i lavori.

Il Teatro della Cometa e la Sala della Protomoteca in Campidoglio (altro luogo che unisce storia, bellezza e memoria collettiva) sono gli spazi in cui si svolgerà la prima stagione concertistica della Fondazione “Nicola Bulgari”. “Quello che ci ha avvicinati al Teatro – dice Patrik Ullman, direttore generale della Fondazione – è l’aver trovato un luogo che rappresenta un tassello importantissimo della storia culturale della città di Roma”. Sin dalla sua fondazione, nel 2022, la Fondazione punta a valorizzare la Golden Era automobilistica americana (1920-1950), periodo che ha influenzato profondamente la società e la cultura occidentale. Una collezione di 300 auto storiche, tra Italia e Stati Uniti, rivive su strada attraverso eventi culturali, musicali e solidali. “Oggi tutte le anime e le attività della Fondazione sono connesse e ben integrate tra di loro – continua Ullman – i programmi in ambito musicale e artistico e i progetti di solidarietà locali vengono definiti e gestiti a Roma”.

Non mancano i progetti che promuovono l’eccellenza contemporanea: le borse di studio per artisti emergenti e giovani talenti; i programmi Artist in Residence e Young Artist; l’organizzazione di masterclass e concerti. A questo si aggiunge un vero e proprio cartellone musicale, voluto da Nicola Bulgari, che con la musica ha un rapporto molto stretto. “Questa prima stagione – dice Natalie Gabrielli, coordinatrice artistica della Fondazione – nasce dalla volontà di sviluppare in maniera più estensiva e organica la nostra attività musicale. Vogliamo individuare nuovi talenti sostenendone la crescita. Un lavoro che ci renda promotori culturali nel contesto in cui siamo inseriti. Il nostro legame con la città di Roma è molto forte. Questi primi appuntamenti rappresentano soltanto l’inizio di un progetto più ampio che vogliamo realizzare negli anni”.

La stagione (da febbraio a maggio) vede protagonisti gli artisti in residenza Ruslan Talas (violino) e Luigi Carroccia (pianoforte), oltre a giovani musicisti come Julian Kainrath (violino) e Nikoloz Kokilashvili (pianoforte). Il primo appuntamento è lunedì 2 febbraio alle 20.30 con Luigi Piovano, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e il Quartetto Henao, nato a Roma nel 2014 in seno alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’impaginato propone il Quartetto per archi in do minore, “Quartettsatz”, e il Quintetto per archi in do maggiore D 956 di Franz Schubert, due capolavori che appartengono all’ultimo periodo espressivo del compositore, dove tutte le istanze del Romanticismo musicale sono ben definite attraverso un uso ardito della forma e dell’armonia.

Nei mesi successivi, ci sarà ancora tanta musica, con un’attenzione particolare alla produzione del XIX secolo, sino all’evento conclusivo che vedrà l’esecuzione del Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 14 di César Franck, partitura di raro ascolto e intima bellezza.

 

 

 

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