Roma Capoccia
CasaPound e Spin Time: una paura comune
Entrambe all’Esquilino, vicine anche nella lista della Prefettura, le due occupazioni agli antipodi temono la stessa sorte: lo sgombero
Due paure uguali e contrarie agitano l’Esquilino. Tra Via Napoleone III 8, sede di CasaPound, e via Santa Croce in Gerusalemme 55, civico che ospita Spin Time, c’è poco più di un chilometro di distanza. Divisi da piazza Vittorio e dal credo politico. La prima è la storica occupazione del movimento dei “fascisti del terzo millennio”. La seconda è l’occupazione abitativa multietnica che piace alla sinistra di piazza, a quella di palazzo, ma, soprattutto, a quella cinematografara dei tanti attori e registi che vivono da queste parti. Per entrambe, nelle scorse settimane, è squillato il campanello di allarme. Dopo lo sgombero di Askatasuna a Torino il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ha annunciato: “Su tutto il territorio nazionale si sta procedendo con gli sgomberi secondo un ordine progressivo stabilito dalle prefetture”. La vicinanza tra le due occupazioni non è solo geografica. Nella lista della Prefettura di Roma che indica gli immobili da liberare si trovano appaiate: Spin time al quarto, Casa Pound al quinto posto.
E così, a Via Napoleone III, come a via Santa Croce in Gerusalemme ci si è cominciati a preoccupare. Casa Pound ha scelto il silenzio, sperando nel fatto che la proprietà dell’immobile è pubblica. Dell’Agenzia del Demanio. A Spin Time, invece, lo scorso 10 gennaio, gli occupanti hanno convocato una partecipata assemblea pubblica. Sono accorsi i tanti ragazzi che fanno il dopo scuola ai bambini che vivono lì, i vip che hanno amato questo luogo – dove il sindaco Gualtieri partecipò al dibattito delle primarie che nel 2021 lo nominarono candidato sindaco del Pd – qualche consigliere comunale e poi, ovviamente, i ragazzi di Scomodo, la rivista giovanile che ha nel palazzo la sua redazione, diventata negli anni anche sala per serate musicali. Tutti uniti da un solo grido: “Spin time non si tocca”. E però, la preoccupazione c’è. L’immobile è di proprietà della società di gestione immobiliare Investire Sgr. Il Campidoglio ha proposto di acquistarlo per “regolarizzare” l’occupazione, ma la società non ha alcuna intenzione di vendere: vuole costruire qui, al centro della città, un albergo. E intanto raccoglie dal Viminale il denari del risarcimento del danno per la mancata liberazione dell’immobile. D’altronde è la stessa azienda che, grazie al lavoro di Prefettura e Campidoglio, da aprile 2022 è tornata in possesso di uno stabile in viale delle Province, dove ha realizzato degli appartamenti di pregio.
La lista degli immobili è stata aggiornata e dettagliata nell’aprile del 2022, quando a Roma il prefetto era l’attuale ministro dell’Interno Piantedosi che la conosce bene. L’elenco era composto da 29 immobili, ma da allora sono sette le occupazioni che sono state risolte. Al primo posto della lista si trovava l’ex salumificio Fiorucci di via Prenestina 913, sede del museo occupato Maam. Un anno e mezzo fa Campidoglio e Prefettura hanno firmato un accordo con i proprietari – che ha garantito anche lo stop al pagamento del risarcimento del danno – e che ha cambiato l’accordo di programma sull’immobile, dove saranno realizzati 150 alloggi popolari e un museo. Altre occupazioni – Villa Fiorita, Via del Policlinico, Santa Maria della Pietà – sono state sgomberate in modo pacifico, dopo aver trovato soluzioni abitative per chi ci viveva dentro. Mentre gli ex magazzini militari di via del porto Fluviale sono stati ceduti dall’Agenzia del Demanio al Campidoglio gratuitamente. Con fondi Pnrr il comune sta realizzando lì 54 alloggi , botteghe artistiche, un mercato e uno sportello antiviolenza. Sempre il comune ha acquistato a luglio 2025 un immobile in via Bibulo, a Cinecittà, occupato dal 2006 che passerà nel sistema di edilizia residenziale pubblica del comune (stessa sorte che toccherà a un’altra occupazione a via Volontè, zona Bufalotta). Mentre a Tor Cervara, la complessa occupazione di via Melibeo 7 è terminata a causa del grosso incendio di novembre 2024. Ai primi tre posti, invece, rimangono tre occupazioni molto complesse tra Tiburtina, Prenestina e Collatina. Tre stabili, ai confini più periferici della città, che ospitano centinaia di famiglie per lo più straniere. Subito sotto al quarto posto c’è Spin Time, poi Casa Pound. Due realtà diversissime che vogliono evitare a tutti i costi lo stesso destino.