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Roma Capoccia

Al Mercato Trionfale cucine da tutto il mondo, nuovi bistrot e un nodo irrisolto

Gianluca Roselli

Sono una quindicina i nuovi arrivi, una ventata di freschezza tra i 274 banchi. Del resto si poteva intuire: il bar storico del mercato con i suoi tramezzini e qualche pietanza è sempre pieno, come anche una risto-pescheria dove da anni si pranza a pesce

C’è un box thailandese e una ravioleria cinese. C’è il sushi e anche il poke. Ci sono gli arrosticini abruzzesi e i brasati piemontesi. C’è la cucina salentina e il cuscus siciliano. E naturalmente le eccellenze romane e laziali. Parliamo del Mercato Trionfale (in via Andrea Doria), il mercato coperto più grande d’Europa (8.800 mq) e forse il più bello della città, oggetto di una profonda ristrutturazione nel 2009, dove molti romani vanno a fare la spesa. Da qualche tempo l’hanno scoperto anche i turisti: il Vaticano e i suoi musei sono vicini e alcuni tour comprendono una sortita qui. Ma sono soprattutto i romani a essersi accorti delle nuove aperture: box con piccoli bistrot dove si può pranzare e, a volte, anche cenare. Sono una quindicina i nuovi arrivi, una ventata di freschezza tra i 274 banchi. Del resto si poteva intuire: il bar storico del mercato con i suoi tramezzini e qualche pietanza è sempre pieno, come anche una risto-pescheria dove da anni si pranza a pesce. Dalla primavera scorsa, dunque, ecco nuove aperture. Chef Pum è un piccolo bistrot thailandese, aperto anche la sera. Yoroshiku propone sushi e poke, ma anche ravioli orientali. Peppus fa i classici arrosticini più altre specialità abruzzesi, come le pallotte cacio e ova. “Partager, vino e cose buone” propone cucina salentina, dalle orecchiette alla purea di fave e cicoria, con etichette vinicole del territorio. “Sobrio bottega con cucina” offre pietanze romane e laziali servendosi da produttori d’eccellenza. “Sfoglino romano” è un box di pasta fresca rigorosamente tirata a mano col mattarello, che propone fettuccine, ravioli e tortelli di ogni tipo e genere. “Arrecreate” invece è uno street food napoletano. Poi c’è CusCus, due ragazzi che fanno un cuscus di pesce, carne o verdure davvero eccellente: hanno un bistrot in zona piazza Bologna e ora hanno aperto qui. Bottega Popolare, con lo chef torinese Antonio Giordano, propone piatti piemontesi come vitello tonnato, plin al sugo di arrosto, guancia di manzo brasata al barbera. Da lui si può fare la “merenda sinoira”, un sostanzioso spuntino che i contadini si concedevano a fine giornata, una sorta di apericena ante litteram.

 

Ma come vanno gli affari? “Venerdì e sabato molto bene, gli altri giorni si sopravvive”, ci raccontano un po’ tutti. E con l’arrivo della bella stagione riprenderanno le aperture serali. Ma qui tocchiamo un nervo scoperto. “Il mercato dovrebbe stare aperto dalle 9 alle 19, non ha più senso tenerlo aperto dalle 6 di mattina alle 14.30, un orario tarato sull’Italia degli anni ’50, quando le donne la mattina andavano a fare la spesa. Ora si vedono soprattutto pensionati…”, dicono quasi in coro. “Sarebbe bello se il mercato fosse aperto anche al pomeriggio, tutti guadagnerebbero almeno il doppio…”, è la speranza. Al Mercato Trionfale, infatti, quasi tutti i banchi chiudono alle 14.30, quando viene serrata l’entrata principale.

 

L’argomento divide assai. Alcuni banchisti storici sono contrari, “perché questo è un mercato e deve restare tale, non deve snaturarsi”. E qualcuno fa il paragone col mercato di Testaccio, ormai ridotto a “mangificio”. E poi l’apertura lunga comporterebbe assumere personale in più. Altri invece sono a favore. “Le persone verrebbero al pomeriggio una volta uscite dall’ufficio e si lavorerebbe molto di più. Sarebbe un luogo vivo tutto il giorno…”, confida un banchista storico di salumi e formaggi. Il problema è anche la società che gestisce il mercato (di proprietà del Comune di Roma) dovrebbe garantire un servizio di pulizia migliore e una security adeguata. La sera, per esempio, c’è solo un vigilante. “Sono già entrati una quindicina di volte a rubare, scassinando le serrande”, raccontano. Poi c’è un problema dei bagni che da sei mesi non funzionano. Per non parlare del parcheggio sotterraneo, troppo piccolo per gestire il flusso di clienti. Insomma, la sensazione è che il potenziale del Mercato Trionfale sia enorme, ma alle 3 di pomeriggio è già vuoto. “Il Comune dovrebbe gestire i mercati in prima persona, magari con una società “in house” e invece li affitta perdendoci tra l’altro un sacco di soldi”, si sussurra tra i banchi. A giugno i nuovi arrivati hanno fatto una festa serale con degustazioni e dj set dove sono arrivate duecento persone. E la cosa a qualcuno ha dato fastidio.

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