(Lapresse)

Roma Capoccia

Protesta selvaggia degli ambulanti monopolisti delle licenze

Gianluca De Rosa

Sul bando delle licenze la sindaca mantiene la linea dura nonostante la mobilitazione che ieri ha paralizzato la capitale

Alle sette del mattino hanno aperto gli ombrelloni e spento i motori dei loro furgoni proprio in mezzo alle due carreggiate del Grande raccordo anulare, all’altezza dell’uscita Ciampino. Per due ore e mezzo in tutta la città il traffico è andato completamente in tilt. Lo slogan della protesta degli ambulanti non poteva essere più esplicativo: “No Raggistein”. Virginia Raggi è riuscita in un’impresa quasi impossibile: soppiantare in cima alla gerarchia dell’odio della categoria l’olandese Frits Bolkestein,  autore dell’omonima direttiva, per anni il documento più temuto da ambulanti e balneari. In generale, da tutte quelle categorie per le quali la normativa europea prevederebbe la ciclica messa a bando delle concessioni. Una rabbia cieca che nel pomeriggio ha spinto addirittura il vicepresidente della Ana-Ugl, Angelo Pavoncello, a paragonare la prima cittadina al capo della Gestapo a Roma Herbert Kappler. 

 

Che cos’è successo? Alcune settimane fa la sindaca ha preso una decisione forte: applicare la direttiva Bolkestein e non rinnovare le concessioni scadute per metterle a bando, disapplicando di fatto una norma nazionale che prevedeva la proroga delle licenze fino al 2033 e rompendo così un monopolio che da anni impedisce a nuovi imprenditori di entrare nel commercio su strada della Capitale. Dodicimila le licenze che saranno interessate dalla scelta della sindaca secondo gli ambulanti, solo 3 mila secondo l’assessore al Commercio Andrea Coia (1.500 quelle di cui è già stato bloccato il rinnovo con una determina dirigenziale). Grazie alla mediazione di Questura e Prefettura, comunque, verso le 9.30, il blocco del Gra è stato interrotto, furgoni, camion e manifestanti si sono spostati a piazza della Repubblica, mentre una delegazione di rappresentati di tutte le sigle sindacali è stata ricevuta a palazzo Valentini dal Prefetto Matteo Piantedosi.

 

In piazza sono intervenuti alcuni esponenti politici: il deputato di Leu Stefano Fassina, l’ex sottosegretario grillino Alessio Villarosa, ma soprattutto il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito. “Non capisco come quest’amministrazione abbia ritenuto di tenere una posizione contro la legge nazionale – ha detto – qualunque sia la ragione io non l’accetto”. Giù applausi e un non troppo velato riferimento alle prossime elezioni “Marcello, non ci dimenticheremo”. De Vito è poi corso in Campidoglio per il consiglio straordinario convocato proprio sulla questione che è finito però in un nulla di fatto per assenza del numero legale. Intanto, terminato l’incontro in prefettura, i delegati degli ambulanti sono tornati in piazza con alcune rassicurazioni considerate “non eccezionali”, ma sufficienti a smobilitare. Nel corso dell’incontro a palazzo Valentini il prefetto si è messo in contatto con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che ha promesso di portare a breve un emendamento in Parlamento per prevedere una sospensione per tutta la durata della pandemia di ogni azione diversa dal rinnovo delle licenze.

Un modo per superare gerarchicamente la decisione del Campidoglio. Anche perché la sindaca non sembra minimamente intenzionata a mollare. Su Facebook ha scritto: “Non accettiamo ricatti da nessuno. Porteremo avanti il piano di riordino delle bancarelle nelle strade di Roma. Chi svolge bene la propria attività potrà partecipare ai bandi pubblici che tuteleranno anzianità e investimenti fatti”. La ragione della scelta l’ha spiegata in aula Giulio Cesare l’assessore al Commercio Coia: “Da decenni a Roma si è verificata la concentrazione delle licenze nelle mani di diverse famiglie, in particolare una che viene spesso citata sui giornali (Tredicine ndr). I bandi rappresenterebbero un’apertura a nuovi operatori che oggi non possono accedere a un posteggio, mentre in molti casi queste licenze vengono affittate e diventano una rendita”.

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