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La dolcezza dei pasticceri all’Open Colonna

Le asprezze del maestro Morricone: “Springsteen? E chi è?”

18 Novembre 2018 alle 06:24

La dolcezza dei pasticceri all’Open Colonna

L'Open Colonna

Solo da queste parti, come a Napoli, se non si hanno soldi e voglia per andare a teatro, basta affacciarsi alla finestra, magari da una casa dell’Esquilino, per assistere a una performance a suo modo artistica: il camion dell’Ama che porta via i rifiuti dopo otto giorni, seguito da applausi finali di gente esasperata, in attesa però che un bis arrivi molto prima. Il vero spettacolo invece è all’Open Colonna, dove passiamo una mattinata ad alto tenore calorico grazie al Gambero Rosso che lì presenta la guida “Pasticceri e Pasticcerie d’Italia”. La migliore si chiama “Veneto”, ma è a Brescia, come il migliore, che è Iginio Massari, il re del panettone che parla come Brunello Cucinelli, usando frasi (“senza le trasgressioni non c’è progresso”) che nessuno ascolta.

 

Roma si difende con “Bompiani”, ma quel nome non ha nulla a che fare con l’editoria, “e meno male”, dice qualcuno. I libri, se non ai Granai, si presentano in centro. Sold out al Quirino per “Ennio, un maestro” (Harper Collins), quello che Tornatore dedica a Morricone che resta calmo, ma basta nominargli Sergio Leone per farlo diventare più cattivo di uno dei personaggi del tarantiniano “The Hateful Eight”che gli ha fatto vincere l’Oscar. “Mi disturba che mi si ricordi per le musiche dei suoi film e non per altri”, spiega. “I suoi venivano ritenuti di serie B, per questo non ha mai vinto nulla”. La colpa? “E’ di Gianluigi Rondi”, aggiunge. Piera Detassis, neo presidente dei David di Donatello, cerca il recupero, ma lui, da abile giocatore di scacchi, colpisce e non si arrende: “Chi dava giudizi su quei film, non li ha mai premiati”. “Springsteen ti adora”, gli ricorda qualcuno. “Ma chi é”? risponde indispettito. Ora è chiaro a tutti come sia arrivato a 90 anni. Tutt’altra musica, un karaoke, a casa delle regista Carlotta Cerquetti con Angela Baraldi, con cui facciamo le ore piccole al Fanfulla, rapiti dalla “Linfa”del Pigneto, ma questa è un’altra storia.

Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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