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Due adorabili luci

I Magi di Perugino e di Veronese, i regali del Comune e del Diocesano per il Natale milanese

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

21 Dicembre 2018 alle 06:03

Due adorabili luci

 Paolo Veronese, Adorazione dei Magi- Museo Diocesano, fino al 20 gennaio 2019

Tra le mille luci di Milano accese per Natale, dall’albero di Swarovski in Galleria ai quarantamila led dell’abete di piazza Duomo, a quello di Bulgari a San Babila all’albero-istallazione alla Darsena, ce ne sono due che sono imperdibili. E che sono un bel regalo ai milanesi se tra un pacchetto e l’altro, una mostra di gran richiamo o uno spettacolo (cartellone meglio del solito, per la città più vivibile d’Italia certificata dal Sole 24 ore) vogliono riacciuffare in uno solo sguardo il significato del Natale per quel che è davvero. Sono due “luci”, nel senso di due illuminazioni per gli occhi: sono i due dipinti che come ormai da tradizione l’Amministrazione comunale a Palazzo Marino (undiciesima edizione) e il Museo Diocesano offrono ai cittadini. Quest’anno hanno lo stesso soggetto, l’Adorazione dei Magi, che come poetava il buon padre David Maria Turoldo sono “i nostri santi più belli”. Il Comune ha avuto in prestito dalla Galleria nazionale dell’Umbria la pala che un giovane Perugino (appena venticinquenne) dipinse nel 1475 per la per la chiesa di Santa Maria dei Servi di Perugia. E che nonostante la giovane età dell’artista, e una storia di attribuzioni un po’ complicata, viene considerata dagli storici dell’arte un’opera emblematica per capire gli sviluppi della pittura italiana verso l’ultimo tratto del Quattrocento. Ma se non vi fate ipnotizzare dalla prospettiva di cristallo che il giovane Pietro Cristoforo Vannucci (il suo vero nome) aveva appreso dal suo quasi certo maestro, Piero della Francesca, e da tutte quelle eleganti figure rinascimentali che rimandano alla pittura fiorentina (Verrocchio, vi viene spiegato) e da quei nobili volti dai tratti delicati, avrete il tempo di farvi cogliere dalla contemplazione dell’evento: lì sì sta svolgendo una scena, per l’appunto regale. Sono il Potere e la Saggezza del mondo che rendono omaggio al loro Creatore. Una cosa così inaudita, che pure la Madonna pare esserne dolcemente sorpresa.

  


Perugino, Adorazione dei Magi - Sala Alessi di Palazzo Marino, fino al 13 gennaio 2019


 

Se fosse una gara al regalo più bello, la vincerebbe però (classifica personale) il Museo Diocesano, che giunto pure alla sua undicesima edizione del “Capolavoro per Milano” ha fatto arrivare da Vicenza – precisamente dalla cappella Sacra Spina nella chiesa domenicana di santa Corona, per la quale fu dipinta e dove si trova tuttora – ll’Adorazione dei Magi dipinta cento anni dopo (nel 1574) da un Paolo Veronese ormai sessantenne. Ma Veronese, scriveva Roberto Longhi, è “uno dei grandi pittori del mondo”. Intendendo, come ha notato il critico Giuseppe Frangi, “che è uno di quei pittori, molto rari, capaci di restituire la grandezza del mondo; cioè il suo mistero e la sua bellezza. E capace di restituirci questa grandezza a pieni polmoni e anche a pieni colori”. E piena di colori, piena di vita (più che un rendere formale omaggio, sembra che questi Magi si muovano dentro al quadro per andare incontro al Bambino) è la scena dipinta da Veronese, con lo sfondo di un cielo di cobalto che sembra amplificare l’emozione di quel primo Natale. E c’è il re più vecchio di tutti, con un sontuoso manto giallo, che si china a baciare il piede di Gesù, come fosse un umile pastore.

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Commenti all'articolo

  • miozzif

    24 Dicembre 2018 - 01:01

    In poche righe: meglio della enfatica divulgazione televisiva, molto meglio delle autocompiaciute e vuote articolesse dei cataloghi, e soprattutto decisamente meglio di gran parte delle prediche in chiesa, quasi sempre farraginose.

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