Dio Padre, Cima da Conegliano (attribuito), olio su tavola, XV e XVI secolo, Courtauld Institute of Art di Londra
pulci di notte
La bestemmia del giornale più devoto d'Italia
Dal rodimento di Tommaso Cerno ai falsi certificati d’inidoneità al trattenimento dei migranti nei Cpr. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
- Dio. La Verità presenta così un editoriale di Marcello Veneziani: “È tempo di sollevarsi contro il Dio bomba e l’Anticristo digitale”. Sorprende che nel più devoto quotidiano d’Italia non si siano avveduti d’aver infilato una bestemmia in un titolo. Si deve scrivere “dio” con la minuscola quando il termine ha valore generico, plurale, figurato oppure riguarda una divinità pagana, mai quando indica l’Essere supremo, il Dio unico delle tre religioni monoteistiche. Non lo prescrive il Papa, bensì la lingua italiana. [11 marzo 2026]
- Direttori. Cecilia Carpio segue per il Tg3 delle ore 19 la blindatissima visita romana di Peter Thiel. Nel commentare le immagini dei pochi e selezionati invitati alla conferenza del controverso fondatore di PayPal e Palantir, Carpio annuncia la presenza di “qualche giornalista, come Capezzone, direttore del Giornale”. Chissà il rodimento di Tommaso Cerno, il vero direttore del Giornale, che ha lasciato a Daniele Capezzone la direzione del Tempo. [15 marzo 2026]
- Inidoneità. Sulla vicenda dei falsi certificati d’inidoneità al trattenimento dei migranti nei Cpr, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nel suo editoriale di prima pagina osserva: “In base a quanto emerso dalle indagini e dalle intercettazioni telefoniche, il pregiudizio ideologico dei medici prevaleva sugli accertamenti sanitari, anche quando lo straniero era malato. Infatti, a prescindere dalle condizioni dell’extracomunitario, i dottori sottoscrivevano moduli prestampati in cui si asseriva l’inidoneità alla permanenza dentro una struttura”. L’espressione “anche quando lo straniero era malato” produce un’ambiguità perché sembra implicare che la malattia fosse irrilevante, mentre in realtà poteva essere una causa legittima d’inidoneità. Belpietro non distingue tra casi in cui la malattia giustificava davvero l’inidoneità e casi in cui veniva dichiarata indipendentemente dai dati clinici. Nell’editoriale compare anche questa frase: “E, purtroppo, scrive il magistrato, le manifestazioni di solidarietà dopo l’avvio dell’inchiesta da parte di politici, colleghi e movimenti”. Quindi politici, colleghi e movimenti hanno avviato un’inchiesta? No? Allora bisognava scrivere: “Le manifestazioni di solidarietà da parte di politici, colleghi e movimenti dopo l’avvio dell’inchiesta”. [18 marzo 2026]
- Foto. Titolo dal sito del Giornale: “Carc, pro Pal e sinistra estrema bruciano in piazza foto di Meloni e Nordio. Il ministro: ‘Non mi intimoriscono’”. Tanto, ha i negativi. [14 marzo 2026]
- Prompt. In un’intervista concessa a Claudia Arletti per Il Venerdì della Repubblica, intitolata “Usate l’italiano non siate pusillanimi”, Stefano Fava, docente di italiano e storia, curatore su Instagram del canale @piùscuolanellavita, si lamenta del proliferare degli anglicismi e del loro smodato utilizzo. Però, interpellato sull’Intelligenza artificiale, lamenta: “Poi, per farla funzionare, devi imparare a fare i prompt, a porre le domande giuste”. Per coerenza, l’esimio professore avrebbe dovuto usare, al posto dell’inglese “prompt”, la locuzione “riga di comando” oppure “sequenza di istruzioni”, evitando così di contraddire il suo professato impegno nella tutela dell’italiano. [13 febbraio 2026]
- Capire. Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: “Ci sono scelte che la politica porta avanti per ragioni cosiddette ‘altre’, che non vengono rivendicate come parte di un disegno politico, ma che, seppur portate avanti in sordina, hanno delle ripercussioni enormi nella realtà dei fatti”. Portate indietro è difficile. Ed esiste anche la realtà dei non fatti, cioè dell’irrealtà? Conclusione: “Peccato che mentre si affina questa sofisticata strategia del ‘vorremmo ma non possiamo’, le donne non possano sessualmente soggettivizzarsi e le madri non possano oggettivamente riorganizzarsi”. Tutto chiaro. “Però, credete, ci sarebbe tanto piaciuto”. Anche a noi: capire. [28 febbraio 2026]
- Unica. Conclusione di un servizio siglato F. Ame. (Fabio Amendolara?) sulla Verità, circa la diatriba fra Marco Bucci, governatore della Liguria, e Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX: “Ma da questa guerra senza esclusione di colpi tra il presidente di centrodestra della Regione e il principale quotidiano locale l’unica a trarre vantaggio saranno la sindaca Silvia Salis e la sua maggioranza”. Complimenti per la concordanza. [15 marzo 2026]
- Pagato. Alle 6.21 un titolo scorre nel sottopancia di Sky Tg24: “Oggi pomeriggio il ministro Tajani riferirà in Parlamento pagato personalmente”. Era ora! Finora lo abbiamo sempre pagato noi. [2 marzo 2026]
- Adamo. Sul Corriere della Sera, in una bella intervista di Paolo Valentino con il cantante Adamo, compare un errore, ascrivibile al giornalista, che una semplice rilettura avrebbe facilmente evitato. “Nel 1967 avevo inciso Inch’Allah”, ricorda con precisione il cantautore, il quale nella risposta successiva spiega di averne scritto il testo “nell’ottobre del 1976, mesi prima che scoppiasse la Guerra dei Sei giorni”. Che però si svolse appunto tra il 5 e il 10 giugno 1967. [15 febbraio 2026]
- Memoria. La memoria non aiuta l’ultraottantenne Franco Nero e neppure il più giovane Valerio Cappelli, che lo intervista sul Corriere della Sera, e, senza battere ciglio, riporta: “Logan, che aveva girato Fermata d’autobus con Marilyn Monroe e Sayonara con Frank Sinatra, voleva nomi diversi, nuovi, sorprendenti”. Si dà il caso che a interpretare il film di Joshua Logan sia stato Marlon Brando, non Frank Sinatra. [12 febbraio 2026]
- Autismo. Titolo dalla prima pagina della Verità: “‘Racconto in televisione il calcio e l’autismo col sorriso’”. Esiste un autismo sorridente contrapposto a un autismo piagnone? No? Allora bisognava titolare: “‘In televisione racconto col sorriso il calcio e l’autismo’”. [9 febbraio 2026]
- Falletta. Sul Corriere della Sera, Antonio Di Bella, appena andato in pensione dopo 40 anni trascorsi in Rai, racconta, in un’intervista rilasciata a Mario Luzzatto Fegiz, la figura del padre Franco, che fu direttore del quotidiano di via Solferino dal 1977 al 1981. Alla domanda “Gli anni più belli?”, Di Bella junior risponde: “Quelli della cronaca milanese. A casa conservo ancora l’elenco dei vecchi cronisti: Mino Durand, Arnaldo Giuliani, Paolo Chiarelli, Adalberto Falletta, De Gregorio, Monti, Belloni. Per me erano come la Nazionale del Brasile degli anni d’oro, con mio padre capitano”. Di Bella dovrebbe aggiornare quell’elenco, per non beccarsi un 5 paterno dall’aldilà: era Alfredo Falletta il cronista del Corriere della Sera. Adalberto è suo figlio, che ha lavorato in varie testate, e da ultimo al Giornale, però mai al Corriere. [6 febbraio 2026]