Ritratto di Sir Thomas More di Hans Holbein il giovane, National Portrait Gallery, London 

pulci di notte

Thomas More e Thomas Becket per me pari sono a Rep.

Stefano Lorenzetto

Gender dilagante e arruolamenti inconsapevoli nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

  • Etica. Sulla Repubblica, nella sua sempre gustosa rubrica quotidiana di risposte alle lettere, Francesco Merlo scrive: “Come insegna Shakespeare, lo stesso Enrico VIII rimase eticamente irreprensibile pure quando giustiziava i vescovi tra cui l’inventore dell’utopia Thomas More (che nel 2010 fu fatto santo)”. Due piccoli errori macchiano un po’ l’etica non tanto irreprensibile del noto giornalista, che oltre a scrivere bene dovrebbe dare anche qualche notizia giusta. Thomas More non era vescovo ma Lord cancelliere d’Inghilterra quando il monarca lo fece decapitare (Merlo si confonde con Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, fatto ammazzare nel 1170 da un altro re, Enrico II, e canonizzato nel 1173 da papa Alessandro III). Più lungo il cammino di More verso gli altari: il grande umanista non fu “fatto santo nel 2010”, bensì canonizzato da Pio XI nel 1935, a 400 anni dalla morte. Da dove Merlo abbia tirato fuori il 2010 non si sa. È vero che Thomas More fece un altro passo in carriera quando Giovanni Paolo II lo proclamò patrono dei governanti e dei politici, ma ciò accadde nel 2000, non nel 2010. Come spiegare questi sbagli? Siccome Merlo conosce la storia, ma forse non è più assistito (e noi con lui) dalla memoria di un tempo, apprezzerà la citazione di Cesare Pavese: “Lavorare stanca”. [11 gennaio 2026]

 

  • Andrew. Titolo dal Corriere.it: “Attivisti appendono la foto dell’ex principe Andrew arrestato al museo del Louvre”. Ignoravamo che il fratello del re Carlo d’Inghilterra fosse finito in manette mentre a Parigi si dedicava all’arte. A meno che il titolista non intendesse: “Attivisti appendono al museo del Louvre la foto dell’ex principe Andrew arrestato”. Nel qual caso avrebbe dovuto scriverlo così. [23 febbraio 2026]

 

  • Carriere. Andrea Malaguti, direttore della Stampa, nell’editoriale di prima pagina: “Lo dimostra la qualità dei giudici che hanno indagato il poliziotto”. Hai voglia a separare le carriere. E subito sotto: “Un poliziotto apparentemente abituato alle mazzette degli spacciatori (ma qui, va da sé, aspettiamo il processo), che il ministro Salvini aveva deciso di difendere senza se e senza ma per il semplice fatto di appartenere alle forze dell’ordine”. Ma qui Malaguti ha addirittura arruolato Matteo Salvini nella Polizia di Stato. Oppure – ed è la seconda anfibologia – pare che il ministro difenda gli spacciatori. [22 febbraio 2026]

 

  • Khamenei. Con un titolo dalla logica stringente, Avvenire annuncia: “‘Recuperato il corpo di Khamenei / L’erede di Khomeini sotto le macerie’”. La consequenzialità lascia supporre che il cadavere, dopo essere stato recuperato, sia stato sepolto sotto le macerie, destinazione peraltro consona al personaggio. [1° marzo 2026]

 

  • Spanne. Andrea Nicastro si occupa dell’Iran sul Corriere della Sera: “Quanti sono i fedeli della Repubblica islamica su 90 milioni di abitanti? Almeno 1 milione tra pasdaran e basij più 15 milioni di seguaci ideologicamente convinti. A spanne 1 a 10”. Non osiamo pensare a che spanne abbia Nicastro. Secondo le nostre, neanche 1 a 6. [5 marzo 2026]

 

  • Stellantis. Secondo Maurizio Belpietro, direttore della Verità, “il colosso automobilistico nato dalla fusione fra Peugeot e Fiat va malissimo”, così scrive nell’editoriale di prima pagina. Non ne dubitiamo. Ma si dà il caso che Stellantis sia nata dalla fusione di Fiat e Psa, che comprende Peugeot, Citroën, Ds Automobiles, Opel, Vauxhall. Del gruppo fanno parte altre 9 case: Jeep, Chrysler, Ram, Dodge, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Abarth. Periodo successivo: “In Italia, a settembre, il 60% dei dipendenti o era in cassa integrazione o lavorava con un contratto di solidarietà, cioè a orario e stipendio ridotto”. Semmai “ridotti”, visto che la decurtazione riguarda sia l’orario sia lo stipendio. [27 febbraio 2026]

 

  • Redimere. Alessandro Sallusti, uomo-immagine del Sì al referendum sulla giustizia, in un editoriale sulla Verità: “Il presidente del Comitato del No prova a trattare fuori dalle aule di tribunale con un magistrato evidentemente amico per di più titolare dell’ufficio che deve redimere la causa”. Presto sarà Pasqua, la Redenzione si avvicina. (Non essendo Gesù Cristo, al massimo il magistrato amico potrà dirimere la causa). [6 marzo 2026]

 

  • Iran. Lucia Goracci, in diretta da Istanbul nel Tg3 delle ore 19: “Diceva di essere pronta a tutto, l’Iran”. Il gender dilaga. Al genere del nome degli Stati, il linguista Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, dedica un capitolo dal titolo illuminante, “Gambia è (prevalentemente) maschile”, nel libro Giusto, sbagliato, dipende, Mondadori. [1° marzo 2026]

 

  • Hegel. La lezione di filosofia su Corriere.it è annunciata così: “Spirito, realtà e dialettica: perché Heghel è importante nella filosofia”. Heghel è quasi omonimo del più famoso Hegel. Hegel, con un’acca sola, ha scritto la Fenomenologia dello Spirito. Heghel, con due acca, e forse anche il punto e virgola, ha composto la Fenomenologia dello Spiritoso. [16 febbraio 2026]

 

  • Crocevia. Avvenire affida l’editoriale di prima pagina a Maurizio Martina, già ministro dell’Agricoltura nel governo Renzi, oggi vicedirettore generale della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Martina comincia così: “In Sudan si sta consumando ogni giorno la più grande crisi umanitaria contemporanea. Ma non ottiene l’attenzione che dovrebbe avere. Nei media appare a volte come una crisi carsica e intermittente. Quasi come se fosse scontata, o persino un tratto costitutivo di quell’area, delicata crocevia tra Nord Africa, Sahel e Corno d’Africa”. Crocevia però non è femminile, bensì maschile, anche se finisce per a. Oltre alla crisi umanitaria in Africa, ce n’è una grammaticale in Italia. O sarà il gender che dilaga anche nei crocevia? [29 gennaio 2026]

 

  • Posta. Incipit di Marianna Maiorino sul Fatto Quotidiano: “Dopo le due segnalazioni che hanno già portato la Procura di Milano a individuare un presunto cecchino italiano a Sarajevo, chi vi scrive ha individuato un terzo profilo, questa volta in Piemonte”. Scrivimi fermo posta (la prossima volta). [18 febbraio 2026]