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pulci di notte
Come dare i numeri sugli stranieri condannati
Sogni che son desideri di felicità e dati poco chiari nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali
- Rapporto. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, dedica l’editoriale di prima pagina ai “trentamila stranieri condannati per reati più o meno gravi che non stanno in prigione ma sono lasciati liberi di circolare nelle nostre città e, spesso, di tornare a delinquere”, classificati dal ministero della Giustizia come “adulti in area penale esterna”. E cita i dati desunti da un rapporto del dicastero: “4.571 marocchini, 4.147 albanesi, 3.890 tunisini, 1.824 nigeriani, 1.464 senegalesi”. Nell’articolo sottostante Fabio Amendolara si sofferma sulla medesima statistica: “4.571 dal Marocco, 4.147 dall’Albania, 1.824 dalla Tunisia, 1.464 dalla Nigeria”. Quindi: i tunisini saranno 3.890 (Belpietro) o 1.824 (Amendolara)? E i nigeriani 1.824 (Belpietro) o 1.464 (Amendolara)? A corredo dei due pezzi, c’è pure una tabella, dalla quale scopriamo che i senegalesi sarebbero 870, mentre Belpietro afferma che sono 1.464. L’esercizio di dare i numeri ci pare perfettamente riuscito. [10 febbraio 2026]
- Portavoce. In un’intervista sulla Stampa, che dalla prima pagina della cultura esonda sulla seconda, Giovanni Grasso, portavoce del presidente Sergio Mattarella e suo consigliere per la stampa e la comunicazione, viene celebrato come romanziere. Michela Tamburrino gli chiede: “Come portavoce le piacerebbe essere ricordato per? E come persona?”. Risposta: “Per essere colui che ha abolito il retroscena quirinalizio. Non servono più portavoci ufficiosi, interpreti autorizzati e privilegiati del pensiero”. Che Grasso senta le voci? Portavoce, al plurale, resta invariato. Lo attestano i principali vocabolari, a cominciare da Grande dizionario della lingua italiana, Lo Zingarelli 2026 e Devoto-Oli. La ragione fu spiegata 70 anni fa da Aldo Gabrielli nel suo Dizionario linguistico moderno (Mondadori): “Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo singolare femminile: se il nome risultante è di genere maschile, nel plurale resta invariato: il portacenere, i portacenere; il portabandiera, i portabandiera”. Quindi, “i portavoce”, non “i portavoci”. [28 gennaio 2026]
- Martellati. Vittorio Feltri sul Giornale si dedica con sacrosanta indignazione agli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna: “Agenti delle forze dell’ordine sono stati presi a martellate da gruppi organizzati di violenti”. In realtà è stato malmenato e colpito con il martello un solo poliziotto. Uno è già troppo. Ma moltiplicare i martellati ad usum indignationis rappresenta un eccesso di zelo. [9 febbraio 2026]
- Interno. Sul sito della Repubblica, Stefano Baldolini informa che “il ministro dell’Interno Matteo Salvini” ha chiesto “più soldati in strada”. I sogni son desideri di felicità. [29 gennaio 2026]
- Armata Rossa. Pietro Senaldi, condirettore di Libero, nell’editoriale di prima pagina si occupa di Maria Rosaria Boccia e dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, protagonisti nel 2024 di un caso scaturito da una turbinosa relazione sentimentale: “Il Corriere della Sera, quando lo scandalo deflagrò, gli dedicò più pagine di quelle riservate alla guerra in Ucraina nel giorno dell’invasione da parte dell’Armata Rossa”. Senaldi deve essere un po’ in arretrato con i libri di storia: l’Ucraina fu aggredita dalla Russia nel 2022, quando l’Armata Rossa (dei Lavoratori e dei Contadini) non esisteva più già da 76 anni, essendo stata rimpiazzata nel 1946 dall’Esercito Sovietico (Sovetskaja Armija), a sua volta dissoltosi nel 1991. [11 febbraio 2026]
- Davanti. Titolo dal sito della Repubblica: “Olimpiadi 2026 in diretta, Brignone vince l’oro nel superG davanti a Mattarella”. Quindi al presidente della Repubblica è andato l’argento? Il sito del Corriere della Sera conferma: “Brignone show davanti a Mattarella è in testa!”. [12 febbraio 2026]
- Virtuosismo. In un editoriale di apertura su Avvenire, il quotidiano di ispirazione cattolica della Conferenza episcopale italiana attualmente presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, esponente storico della Comunità di Sant’Egidio, il dotto slavista Adriano Roccucci scrive lacrimosamente della “vecchia Ucraina” a proposito delle “vittime dimenticate”. Appartenente alla stessa comunità di Zuppi, l’editorialista dà nuovamente prova di un virtuosismo reticente: nell’articolo sulla guerra di aggressione contro l’Ucraina riesce infatti a non nominare mai la Russia. E non è la prima volta: lo aveva già fatto il 29 giugno 2025, come segnalato in questa rubrica. Per prudenza – non sia mai che qualcuno potesse addebitargli un cenno critico nei confronti dell’aggressore – lo storico non usa nemmeno l’aggettivo russo, se non per citare un “giornale russo indipendente”, in modo anodino e solo come fonte. Gli rinnoviamo i nostri complimenti. [8 febbraio 2026]
- Encefalogramma. “Cardini: ‘Ha ragione Veneziani, la cultura di questa destra è da encefalogramma piatto’”, titola La Repubblica. Il sostantivo encefalogramma di per sé non ha molto senso, dal momento che, senza elettricità, non è possibile alcuna visualizzazione grafica dell’encefalo. La parola in questione risulta perciò ontologicamente monca, tant’è che Lo Zingarelli 2026 registra correttamente anche elettroencefalogramma, al che viene da chiedersi quale sia la differenza fra i due lemmi. [24 dicembre 2025]
- Francescani. Patrizia Floder Reitter sulla Verità parla dello scioglimento del Pontificio comitato per la Giornata mondiale dei bambini, deciso da Leone XIV, e ricorda come a capo dell’organismo vi fosse padre Enzo Fortunato, costretto a dimettersi da direttore della comunicazione della basilica di San Pietro, incarico che gli aveva affidato papa Bergoglio. Quale “mentore del frate conventuale” la giornalista indica il cardinale Mauro Gambetti, già custode del Sacro Convento di Assisi, attuale arciprete della basilica di San Pietro, e conclude: “Entrambi francescani, come Bergoglio”. Ma Jorge Mario Bergoglio di francescano aveva solo il nome pontificale: era gesuita. [14 febbraio 2026]