Foto LaPresse

pulci di notte

La grammatica di Maraini, i "soffittoni" di Leone XIV

Stefano Lorenzetto

M scambiate per N e incoerenze sintattico-referenziali nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

  • Scrittrice. Dacia Maraini nella rubrica Il sale sulla coda, che firma sul Corriere della Sera: “Ma c’è qualcuno a cui questa legge non piace. E propone modifiche. E se la donna mente? Se per antipatia o odio si inventa una violenza che in realtà non c’è stata? Presi da questi dubbi costoro chiedono di modificare la legge sulla violenza”. Qualcuno è “pronome indefinito oggi solo singolare”, avverte Lo Zingarelli 2026, mentre costoro è “pronome dimostrativo maschile e femminile plurale”, si legge nello stesso dizionario. Pertanto, la sequenza appare incoerente dal punto di vista sintattico-referenziale. Poco oltre, Maraini osserva: “Lo stupro, come il femminicidio, ci dicono le cronache, sono in aumento”. “Sono”? Il soggetto grammaticale è “lo stupro”, singolare, e “il femminicidio” è un termine di paragone introdotto da “come”, non un secondo soggetto. Quindi il verbo al plurale è sbagliato. Da una pluripremiata scrittrice, qual è Maraini, ci si aspetterebbe qualcosina di meglio. [3 febbraio 2026]

 

  • Soffittoni. “Palazzo apostolico / il Papa va a vivere in mansarda”, strilla La Repubblica in prima pagina. Ellapeppa! Che voglia imitare il Rodolfo della Bohème di Giacomo Puccini? La notizia dev’essere senz’altro vera, perché la firmano in due, “Gualtieri e Scaramuzzi”, scritto così, come Garinei e Giovannini. Corriamo golosi a pagina 25: “Stile minimal e palestra / la scelta del Papa / di vivere in mansarda”, insiste il titolo. Spiega Andrea Gualtieri, spalleggiato dal vaticanista Iacopo Scaramuzzi: “Leone XIV nelle prossime settimane rientra nel palazzo apostolico vaticano ma non va a vivere nel tradizionale appartamento pontificio, l’Appartamento, senza aggettivi e con la A maiuscola. L’alloggio di papa Prevost sarà nei locali che si trovano tra la terza loggia, quella da cui si affaccia ogni domenica per l’Angelus, e il tetto. In pratica, un piano autonomo poco visibile dall’esterno tranne per le finestrelle che spuntano sopra le cornici delle enormi finestre ben note ai fedeli. Se non fosse irriguardoso nei confronti del Romano Pontefice, la si potrebbe definire una mansarda, Oltretevere li chiamano i ‘soffittoni’”. Passano poche ore e l’Ansa dirama una dichiarazione di Matteo Bruni, direttore della Sala stampa vaticana, che smentisce La Repubblica: “Il Papa intende utilizzare come abitazione gli spazi a disposizione dei suoi predecessori”. Non deve averla letta David Murgia, “giornalista, accademico pontificio”, il quale riprende su Gente: “Papa Prevost non andrà nel tradizionale appartamento pontificio. La sua camera da letto – arredata con l’essenziale – sarà ospitata nei ‘soffittoni’, cioè nel sottotetto”. Dopo un pontefice vissuto in albergo, vuoi mettere un successore bohémien? [30 gennaio 2026]

 

  • Incentivi. Titolone dalla prima pagina di Italia Oggi: “Niente incentivi agli evasori”. Che ingiustizia! [20 gennaio 2026]

 

  • Barolo. Simone Canettieri sul Corriere della Sera: “Questa volta il dono per la delegazione americana si beve e non si mangia: bottiglie di Barolo piemontese”. C’è anche il Barolo siciliano? [7 febbraio 2026]

 

  • Schernirsi. Sulla Repubblica ci si mettono in due – Ma. Car. e Gab. Cer. (Marco Carta e Gabriela Cerami) – a sfruculiare Bruno Valentinetti, il sacrestano decoratore che nella chiesa romana di San Lorenzo in Lucina ha ritoccato l’affresco di un angelo, dandogli le fattezze della premier Giorgia Meloni: “‘Ma io sono umile, non mi va di parlare di me’, si schernisce il restauratore”. Si sbertuccia da solo prima che sia l’opinione pubblica a farlo? O non sarà che Carta e Cerami ignorano il significato del verbo schermirsi (“assumere un atteggiamento che manifesta riservatezza, timidezza, ritrosia”), al punto da scambiarlo con schernirsi (“deridere, dileggiare, con disprezzo insultante”)? [1° febbraio 2026]

 

  • Ruolo. “Chirurgia del fegato, ecco il software radiolologo”, titola a tutta pagina La Stampa, e già cominciamo a preoccuparci. Nel testo, Alessandro Mondo sparge fin dall’incipit le seguenti espressioni: “In pratica, riassumono gli esperti, di sta realizzando”; “perchè”; “ la differenza”; “il dottor caro Gazzera”. L’autore della didascalia si adegua: “Il ruolo del chirugo rimane fondamentale”. Un po’ meno quello dei giornalisti. [5 gennaio 2026]

 

  • Terapia. Titolo dal sito del Corriere della Sera: “Medugno: ‘Mai andato a letto con Signorini. Ho fatto poi quattro anni di terapia’”. Per riaversi dal trauma dell’occasione mancata? [31 dicembre 2025]

 

  • Zero. Titolo dal Fatto Quotidiano: “‘Ho perso l’occhio per un lacrimogeno sparato alzo zero’”. L’espressione corretta è “ad alzo zero” oppure “con alzo zero”, come da locuzioni presenti sullo Zingarelli 2026, che al lemma zero specifica: “(Militare) sparare a zero, con alzo zero, tenendo l’arma orizzontale”. [4 febbraio 2026]

 

  • Testate. Nell’editoriale di prima pagina, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, descrive lo smantellamento editoriale che John Elkann ha compiuto dopo aver comprato dai figli di Carlo De Benedetti “decine di testate, tra cui Repubblica, l’Espresso e un pacchetto di giornali locali”. E dettaglia: “Venduto lo storico settimanale che all’inizio dava il nome al gruppo e il cui titolo era quotato in Borsa. Via il Secolo XIX, quotidiano con forti radici in tutta la Liguria. Passati di mano il Tirreno a Livorno, la Nuova Sardegna a Sassari, il Piccolo a Udine, il Messaggero Veneto a Pordenone”. Peccato che Il Piccolo si pubblichi da 145 anni a Trieste e il Messaggero Veneto da 80 a Udine. [13 dicembre 2025]

 

  • Proprio. Il critico cinematografico Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera recensisce Un inverno in Corea: “Il film suggerisce quasi sottovoce piccole notazioni antropologiche, come l’ossessione nazionale per la bellezza fisica (l’orgoglio per il proprio corpo del fidanzato; la presenza nella guest-house di una cliente fasciata...)”. Il corpo o è proprio o è del fidanzato. A meno che Mereghetti non intendesse scrivere: “Il corpo del proprio fidanzato”. [10 dicembre 2025]