pulci di notte
Fare i conti con Putin, “dittatore comunista”
Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
- Comunista. Nella rubrica Settegiorni, pubblicata sulla prima pagina del Corriere della Sera, Francesco Verderami cita “i bombardamenti ordinati dal dittatore comunista Putin”. La definizione appare impropria. Che il presidente della Federazione Russa sia stato in passato membro del Pcus, il Partito comunista dell’Unione Sovietica, è fuori discussione, come pure il fatto che sia stato un dirigente del Kgb, la polizia segreta dell’Urss. Ma questo dato biografico del passato non si concilia con il presente. Il suo partito di governo, Russia Unita, ha un orientamento conservatore e nazionalista, del tutto estraneo all’ideologia marxista-leninista. Oggi il sistema politico russo viene classificato dagli istituti di ricerca internazionali come regime autoritario o ibrido, non come prosecuzione del comunismo sovietico. [6 dicembre 2025]
- Sparatoria. L’oggettività della cronista Costanza Cavalli appare su Libero in tutto il suo splendore: “In Minnesota le rivolte scatenate dalla sparatoria mortale della 37enne Renee Nicol Good, attivista anti-Trump e lesbica, da parte dell’agente dell’Ici”. Rileggere per gustare e capire. La grammatica all’inizio della frase fotografa uno scoop: ha sparato la lesbica. Ma poi, proseguendo, Cavalli corregge (quasi) il tiro, coinvolgendo l’agente. Insomma, la “sparatoria mortale” è “della” lesbica, ma è stata anche “da parte” di un agente. In realtà è la giornalista che spara a una morta. [10 gennaio 2026]
- Avances. Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera: “Medugno ha dichiarato di aver subito delle avances spinte e non volute da Signorini”. Quindi, Signorini non voleva fargli delle avances ma lui si è rassegnato a subirle? No? Allora bisognava scrivere: “Ha dichiarato di aver subito da Signorini delle avances spinte e non volute”. [3 gennaio 2026]
- Caltagirone. Sul Fatto Quotidiano, in un vescicante ritratto dedicato a Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore, editore e finanziere, Pino Corrias parla “degli gnomi di Palazzo Chigi, rivestiti, profumati e pettinati da Giorgia Meloni che a forza di prendersi sul serio, s’è incapricciata dell’alta finanza”. Complimenti per la virgola dopo “serio”, che separa il soggetto dal verbo. Più avanti: “Dal tonfo sonante di Mani Pulite, anno 1992, Caltagirone ne esce con qualche ammaccatura”. Ridondante: la particella pronominale “ne” appare del tutto superflua. E ancora: “Saluta senza rancori la Prima Repubblica democratico-cristiana per infilarsi nella Seconda ben più spregiudicata di Berlusconi e soci”. La Seconda Repubblica era più spregiudicata di Berlusconi e soci oppure Corrias intendeva dire “la Seconda di Berlusconi e soci”? Qualora fosse valida la seconda ipotesi, come appare probabile, l’inciso “ben più spregiudicata” si doveva racchiudere fra due virgole. Infine: “Sembra il classico giallo destinato durare l’intera estate”. Forma non ammessa: occorreva scrivere “destinato a durare”. [2 dicembre 2025]
- Numeri. Dà letteralmente i numeri Giacomo Gambassi su Avvenire. Il vaticanista si cimenta con il primo concistoro di Leone XIV e subito scivola scrivendo che i cardinali elettori, “ossia con meno di 80 e quindi con diritto di voto in un eventuale Conclave”, sono 126, mentre sono 122 (o 123, se si aggiunge il settantasettenne Angelo Becciu, tuttora sotto processo in Vaticano). Di seguito, il giornalista passa a parlare della provenienza geografica dei “245 porporati” che compongono il collegio cardinalizio e precisa che “in 110 arrivano dall’Europa, 37 dall’Asia, 38 dall’America Latina, 28 dall’Africa, 27 dal Nord America e 4 dall’Oceania”: numeri che, sommati all’insaputa di Gambassi, ammontano però a 244. Come mai? Ricordiamo al collega che i cardinali africani sono 29. In questo modo i conti tornano a posto. Ma non per il vaticanista e per il quotidiano d’ispirazione cattolica, di cui tra l’altro è presidente un cardinale, sia pure vicino all’età della pensione, il settantottenne Marcello Semeraro. [7 gennaio 2026]
- Dopo. Da un servizio di Lodovica Bulian e Luca Fazzo sul Giornale: “Sembrava che la scelta fosse quella di rimanere al suo posto, fiduciosa di aver chiarito i fatti contestati dopo l’interrogatorio di dodici ore a cui è stata sottoposta dopo il fermo di martedì da parte della polizia belga, prima di essere rilasciata per mancanza del pericolo di fuga. Ma dopo la formalizzazione delle accuse, ieri Federica Mogherini ha deciso di dimettersi dalla carica di rettore del Collegio di Bruges”. O prima o dopo doveva succedere, quando ci si mettono in due a scrivere un articolo. [5 dicembre 2025]
- Servizi. In ossequio al suo conflitto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, esordisce così nell’editoriale di prima pagina: “Un amico mi chiede: ma il giudice che ha deciso di togliere i bambini ai legittimi genitori perché la casa in cui vivevano non ha luce né acqua corrente, lo sa che in America ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono in quelle condizioni?”. Il segno di punteggiatura dopo “corrente” divide il soggetto (“il giudice”) dal verbo (“lo sa”), sciatteria che era facilmente evitabile apponendo una virgola dopo “genitori”. Poco oltre, Belpietro osserva: “Il loro unico ‘difetto’ è che vivevano nel bosco, senza i servizi igienici dei loro coetanei a disposizione”. Avevano a disposizione i loro coetanei? No? Allora bisognava scrivere: “Senza avere a disposizione i servizi igienici come i loro coetanei”. [5 dicembre 2025]
- Concilio. Sul Fatto Quotidiano un articolo sul primo concistoro del pontificato di papa Prevost è intitolato in modo incomprensibile “Leone nel segno del Concilio II propone ‘unità’”. Quale sarebbe questo secondo concilio? Il testo scioglie l’enigma. Si tratta ovviamente del Concilio ecumenico Vaticano II, annunciato nel 1959 e svoltosi tra il 1962 e il 1965, mentre il Vaticano I si era tenuto tra il 1869 e il 1870: per la Chiesa cattolica sono rispettivamente il ventunesimo e il ventesimo della serie dei concili ecumenici. Per il primo bisogna invece risalire al 325, quando l’imperatore Costantino convocò quello di Nicea. Di quest’ultimo si è appena celebrato il diciassettesimo centenario, occasione tra l’altro del primo viaggio internazionale di Leone XIV. Per la precisione è il Niceno I, perché nel 787 si svolse il Niceno II, settimo dei concili ecumenici. Il secondo fu invece il Costantinopolitano I, tenuto nel 381 e che in circa mezzo millennio è stato seguito da altri tre svoltisi nella capitale bizantina. Durante il secondo concilio ecumenico venne completato il Credo niceno: detto appunto niceno-costantinopolitano, è la professione di fede cristiana più diffusa. Siamo sicuri che il titolista del Fatto Quotidiano sia espertissimo di concili, ma ci permettiamo di dubitare che volesse alludere al concilio di Costantinopoli del 381. Sarà per un’altra volta. [9 gennaio 2026]
- Sforzo. Hoara Borselli sul Giornale: “Ci sono dalle parti del Pd, in Campania, un po’ troppe persone che concepiscono la campagna elettorale non come uno sforzo per fare prevalere le proprie idee su quelle dell’avversario, ma semplicemente Fin qui il Pd non ha rilasciato commenti”. Tutto chiaro. [27 dicembre 2025]
- Murales. Didascalia dalla Verità: “Il murales che ritrae Francesca Albanese e Greta Thunberg”. Essendo uno solo, bisognava scrivere “murale”. Come avverte Lo Zingarelli 2026, “la forma murales è il plurale spagnolo di mural, perciò non va usata in riferimento al singolare: la frase ‘un murales’ è scorretta”. [1° dicembre 2025]