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PREGHIERA

Voglia di sottomissione, voglia di islam

Camillo Langone

C'è chi risiede a Dubai e racconta delle sue chiese, del suo culto libero, della sicurezza. Il rischio che fra le loro priorità non ci sia né la libertà né l'identità

Voglia di sottomissione, voglia di islam. Ho scoperto parecchi lettori che risiedono o soggiornano a Dubai e che ne sono entusiasti. Cupidigia di dhimmitudine? Mi raccontano che ci sono molte chiese e che il culto è libero, e però, obietto, anche le campane fanno parte del culto, e le campane non sono libere negli Emirati. Mi informano che, missili a parte, Dubai è più sicura di qualsivoglia città italiana: “La certezza che nessuno proverà a scipparti, rapinarti, accoltellarti o peggio (nel caso di una donna) è assoluta”. Non ne dubito e so quanto è importante: le donne, e non soltanto le donne, in Italia hanno paura di prendere il treno, ed è una vergogna.

Tuttavia in quegli elogi annuso lo scenario prefigurato da Houellebecq in “Sottomissione”: lo scambio pacificazione-islamizzazione, la sicurezza val bene un muezzin. E ci vedo una almeno parziale smentita di quanto detto da Sharansky al nostro Meotti: “Credo che ogni persona abbia due desideri fondamentali: il desiderio di essere libera e il desiderio di appartenere, libertà e identità”. Mi sembrano desideri degli israeliani, non degli italiani. Meno che meno degli italiani d’Arabia, avanguardia della decomposizione occidentale: né libertà né identità nelle loro priorità.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).