Preghiera
Buone ragioni per leggere (o rileggere) l'autobiografia di Peppino De Filippo
Torna in libreria “Una famiglia difficile”. Oltre alla vita familiare dell'artista, molto interessante è scoprire l’educazione alimentare impartita in quel tempo ai bambini
“E nemmeno protestare si poteva, perché mia madre non lo permetteva. Dovevamo consumare quel pasto e zitti. Rammento quando, per aver rifiutato una volta di mangiare certi fegatelli di maiale alla griglia, me li son visti davanti, all’ora del pranzo, per due giorni consecutivi, fino a quando non mi decisi a mandarli giù”. Torna in libreria “Una famiglia difficile”, l’autobiografia di Peppino De Filippo edita da Marotta, esaurita da anni e arrivata a costare cifre vertiginose sul mercato antiquario. Ora che ha un prezzo normale, tutti potranno leggere le notevoli porcaggini del padre naturale di Peppino, Eduardo e Titina, ossia Eduardo Scarpetta, grandissimo autore e attore del teatro napoletano (anche sul palco del Sannazzaro bruciato il mese scorso). Io però preferisco concentrarmi sul cibo che si mangiava a casa De Filippo, sulle acquolinose descrizioni di spaghettate, “pizziate”, cocomerate... E sull’educazione alimentare impartita in quel tempo ai bambini. Un poco mi ricorda quella impartita a me, all’origine del mio fantastico onnivorismo. Compiango chi da bambino non è stato obbligato a mangiare fegatelli e ora ha un palato limitato, menomato.