Foto di Henrik Dønnestad su Unsplash
PREGHIERA
Piacere e pittura sono inseparabili
Il filosofo Alberto Frigo condivide condivide il pensiero di Poussin, secondo il quale la pittura ha per fine il diletto. Invece per l'artista contemporaneo Kiefer, in mostra a Milano, sembra avere come scopo l’afflizione. Dei Tromboni dell’Apocalisse, però, non sappiamo che farcene
Casca a fagiuolo il libro del filosofo Alberto Frigo “Di arte si vive. Come la pittura resiste al tempo, e il potere che ha su di noi” (Solferino). Perché la terza parte si intitola “Il piacere” e la leggo contemporaneamente alla grande mostra di Anselm Kiefer a Milano. Frigo condivide il pensiero di Poussin, secondo il quale la pittura ha per fine il diletto. Invece per Kiefer sembra avere come scopo l’afflizione, in linea con un intero filone di arte deprimente (caposcuola Francis Bacon) che gode di un certo favore forse perché s’intona a questi tempi plumbei.
Io però dei Tromboni dell’Apocalisse non so che farmene, tantomeno dei loro manutengoli filosofici (“truffa mascherata da nobiltà dello spirito” ha scritto qui Alfonso Berardinelli). Perciò sono in perfetto accordo con Poussin e con Frigo: “Piacere e pittura sono inseparabili”. Naturalmente la mostra di Kiefer andrà benissimo: oggi in Occidente i masochisti sono più degli edonisti.