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Censura e islamizzazione alle Olimpiadi

Camillo Langone

Questi Giochi sono la rappresentazione plastica della Grande Sostituzione: fuori il Vecchio Italiano Boldi, avanti il Giovane Saraceno Ghali

Queste Olimpiadi sono la rappresentazione plastica della Grande Sostituzione: fuori il Vecchio Italiano, avanti il Giovane Saraceno. Massimo Boldi è stato cancellato dalla lista dei tedofori per aver detto di essere “un campione di figa e aperitivi”, frase definita “infelice” perfino dai suoi difensori, e invece felicissima siccome parla di cose belle. Viceversa non hanno cancellato dalla ben più importante lista dei cerimonieri di apertura l’autore dei versi seguenti: “Metto la mia troia a sfilare per Attico / entriamo da un club e usciamo dall’altro / riscaldo droga con il bicarbonato”. Molto evidentemente si applicano due pesi e due misure. Perché in Europa, oggi, Maometto ha sempre ragione. All’accento milanese si preferisce quello cartaginese, insomma arabo: “Nuba, nuba, nuba...” (parole di Ghali che alle mie orecchie cristiane e delicate sembrano il grido di guerra di Sawdan, il saccheggiatore del santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano). Non so chi vincerà le gare tradizionali, sci, slittino, hockey su ghiaccio, so che Giovanni Malagò è già sul podio di un biathlon nuovissimo: censura e islamizzazione.
 

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).