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PREGHIERA

Per salvare la cucina italiana bisogna combattere la pizza

Camillo Langone

Invece del deleterio Dry January (il mese senz’alcol) sarebbe meglio creare qualcosa di culturalmente benefico: una settimana all'anno in cui si dice addio alla Margherita

“No Pizza”. Mi ha colpito il cartello che ho visto all’ingresso dell’Antica Maddalena, uno dei migliori ristoranti di Udine. Ho chiesto lumi e ho saputo che anche in Friuli il turismo è esploso e che i turisti stranieri entrano nei locali ed esigono pizza. Perfino quando il menù prevede, come in questo caso, frico e cjalsons. Per gli stranieri, o almeno per quelli che si muovono in gruppo, in branco, in mandria, pizza è sinonimo di cucina italiana. Da Taormina a Cortina, senza eccezioni e senza scampo. Ne deduco che per salvare la cucina italiana, che è regionale, provinciale, municipale, mirabilmente molteplice, bisogna combattere la pizza.

L’educativo cartello “No Pizza” sia apposto fuori da tutti i locali che non sono pizzerie, e l’astensione dal disco di pasta lievitata diventi il proposito di ogni buon italiano. Esiste il deleterio Dry January, il mese senz’alcol? Si istituisca, sulla falsariga, qualcosa di culturalmente benefico: la SettimanaSenzaPizza o un ancor più liberatorio AddioMargherita!

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).