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Giovanni Lindo Ferretti e l'Intervista della Pistola
Ispirato da Cormac McCarthy, il cantante dei Cccp ha detto di volere un'arma da fuoco come regalo di Natale. Parole che era meglio non leggere
Sono giorni che penso all’intervista data da Giovanni Lindo Ferretti a Rolling Stone: l’Intervista della Pistola. La chiamo così perché il passaggio cruciale è questo: “A Natale ho chiesto agli amici di regalarmi una pistola”. Ferretti si dice ispirato da Cormac McCarthy, che non usciva mai senza un libro e una pistola, e invece a me è venuto in mente Cioran, la sua idea che il pensiero del suicidio aiuti a vivere. Nella lunga intervista il grande emiliano parla di montagna, vecchiaia, cattolici, fascisti e comunisti, tutte cose interessanti salvo forse l’incombente riunione dei CSI che io trovo entusiasmante come una riunione di condominio (sono amico di Ferretti ma sono ancora più amico di Eraclito: non ci si bagna due volte nello stesso fiume). Comunque la frase a cui non riesco a smettere di pensare riguarda la pistola.
Sarà che in questo periodo in America le pistole sparano troppo e in Italia troppo poco (la magistratura sembra prevedere che poliziotti e carabinieri portino armi solo per bellezza). Sarà che la pistola fa subito pensare alla morte: tema lugubre, certo, ma tema essenziale. E a non piccoli sottotemi quali autodifesa, omicidio, suicidio. La pistola è un detonatore filosofico: produce un’esplosione di pensieri. Tutti seducenti e pericolosi. Avrei preferito non leggerla, l’Intervista della Pistola.