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PREGHIERA

Ecco cosa fa davvero un critico d'arte

Camillo Langone

Se non giudichi, se non prendi mai una posizione riconoscibile come tua, sei un curatore. Diverso è colui che, sulla base di criteri esplicitati, gerarchizza opere e artisti

Nel poco interessante mondo dell’arte contemporanea sussiste da tempo un dibattito sull’estinzione dei critici e sulla concomitante affermazione dei curatori. Dopo aver letto su “Artribune” e “Finestre sull’Arte” gli ultimi articoli sul tema, provo qui una mia definizione: critico è colui che critica. Se non giudichi, se non prendi mai una posizione riconoscibile come tua, sei un curatore. Pertanto critico d’arte è colui che, sulla base di criteri esplicitati, gerarchizza opere e artisti. Sulla base di criteri quali bellezza e comprensibilità, io posiziono Michelangelo Pistoletto molto in basso nella gerarchia artistica italiana.

Mi rendo conto che criticare Pistoletto sia relativamente facile perché trattasi di vecchio maschio bianco. E’ più difficile criticare una donna ma niente paura, eccomi, addirittura ne critico due: giudico piuttosto negativamente Rossella Biscotti (con gli stessi criteri usati per Pistoletto) e Marinella Senatore (con il criterio della libertà: belle certe sue luminarie, ma tanto conformiste e pedagogiche). D’ora in poi mi si chiami critico, grazie.

  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).