(foto Ansa)

Preghiera

Il pericolo del tricolore

Camillo Langone

A concentrare l’italianità nella bandiera si riduce l’Italia a espressione geografica o ancora meno: cromatica

Stiano attenti al tricolore, i patrioti. Domenica è la Festa del Tricolore ma lascino perdere gli sbandieramenti. A concentrare l’italianità nella bandiera si riduce l’Italia a espressione geografica o ancora meno: cromatica. “Siamo monfalconesi, siamo italiani e siamo musulmani” gridavano pochi giorni fa, sventolando proprio il vessillo nazionale, al corteo dell’orgoglio maomettano a Monfalcone. Il tricolore come cavallo di Troia, la nazione come contenitore. Fausto Biloslavo c’era e ha scritto della “bandierina italiana sventolata da una giovane donna con il niqab, il burqa nero che la copre dalla testa ai piedi”.

Concludendo: “Fa un po’ impressione”. Moltissima impressione. Che spavento a Monfalcone che nel quindici-diciotto pullulava di nostri eroi (D’Annunzio, Rosai, Comisso, Stuparich, Sant’Elia che venne colpito a morte…) e dove oggi in certe classi delle elementari siede un solo bambino italiano, mentre gli imam annunciano beffardi la sostituzione etnica. All’ombra del tricolore indifferente.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).