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La superiorità di Toto Cutugno sull'inno di Mameli

Camillo Langone

“Fratelli d’Italia” è ideologico, grido di fanatici, perfetto per gente che si esalta a sentire “elmo di Scipio”. “L’Italiano” è canzone sentimentale, elegia dell’emigrazione meridionale, per lavoratori pacifici e nostalgici

Nel trigesimo di Toto Cutugno si confrontino i due inni. Entrambi retorici ed è ovvio, a scrivere un inno nazionale senza retorica provateci voi. Entrambi grossolani dal punto di vista musicale: né Toto Cutugno né Michele Novaro erano Debussy. Fine delle somiglianze. Adesso le differenze. “Fratelli d’Italia” è guerrafondaio: “Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte”. “L’Italiano” è pastasciuttaro: “Buongiorno Italia, gli spaghetti al dente”. “Fratelli d’Italia” è inno ideologico, grido di fanatici, perfetto per maniaci di storia romana, per gente che si esalta a sentire “elmo di Scipio”. “L’Italiano” è canzone sentimentale, elegia dell’emigrazione meridionale, per lavoratori pacifici, nostalgici, innamorati che si commuovono ascoltando “Buongiorno Maria, con gli occhi pieni di malinconia”. Con Mameli si ammazza e ci si fa ammazzare, con Toto nella peggiore delle ipotesi si ingrassa. Nel trigesimo di Toto Cutugno, l’evidente superiorità di Toto Cutugno.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).