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preghiera

Si torna a mangiare nei ristoranti al chiuso. Un anticipo di paradiso

Camillo Langone

Da oggi ci si potrà sedere anche all'interno dei locali. Alle masse amanti del sole e del fracasso non cambierà molto, io invece sarò felice tra pochi 

Si colga il buono da ogni cambiamento. Da oggi i ristoranti saranno utilizzabili anche al chiuso e questa è una “opportunità unica” non per la Sinistra, finalmente, ma per il suo contrario ossia per il cliente individualista o proprio misantropo. Già da tempo le masse preferivano bere e mangiare all’esterno, con la pandemia tutto ciò è diventato un obbligo e dopo la pandemia rimarrà un costume generalizzato. Perché le masse amano le masse ovvero il passeggio e il fracasso, starsene al sole come lucertole, incollate su sedie di plastica fra piccioni, gabbiani, accattoni, venditori alieni…

 

Io che invece apprezzo silenzio e ombra, le sedie di legno e di velluto, gli animali cotti, gli africani in Africa, gli asiatici in Asia, mi ritroverò tra felici pochi in grandi ambienti disertati e finalmente sarò degno di recitare Orazio: “Odio il vulgo profano e lo fuggo”. Perché il vulgo sarà fuori, accalcato sul marciapiede, mentre io, all’interno, protetto da solide mura, mi troverò perfettamente distanziato, servito e riverito in atmosfera rarefatta, quasi un anticipo di paradiso.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).