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Gastronomia devozionale per San'Antonio abate

Festeggiare il giorno del santo onorando anche a tavola i suoi insegnamenti. Come dare ritmo cristiano alla propria tavola
16 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 05:27
Immagine di Gastronomia devozionale per San'Antonio abate

Piero di Cosimo, particolare della <em>Visitazione con San Nicola e Sant'Antonio Abate</em> (1480 circa, foto Wikipedia)

Sant’Antonio abate, domenica è il tuo giorno e ho intenzione di festeggiarlo con un bel prete (o cappello da prete, insaccato da cuocere parente del cotechino e ancor più dello zampone). Dunque carne suina perché il maiale è il tuo animale iconografico. Dunque un salume da cuocere lungamente perché in quanto eremita praticasti molto la virtù della pazienza. Dunque un prete perché tu criticavi i religiosi che vestono in modo indistinguibile dai laici e questo insaccato emiliano prende il nome dal cappello portato dai molto distinguibili preti di una volta, di cui imita la forma a tricorno. Sant’Antonio abate, per l’ascesi non sono molto portato ma almeno cerco di dare alla mia tavola un ritmo cristiano, tenendomi stretto al Calendario dei Santi (“un tempo che ricorre e non un tempo che corre”): benedici la mia gastronomia devozionale.