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“Gesù molto duro, ai limiti dell’insensibilità”

L’Arcivescovo di Bologna non usi Cristo per dare addosso agli etnicisti

20 Giugno 2018 alle 06:20

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Il cardinale Gianfranco Ravasi (LaPresse)

Sua Eccellenza legga Sua Eminenza, Zuppi legga Ravasi (non il superficiale Ravasi twittarolo, il profondo Ravasi biblista). Legga “Le pietre d’inciampo del Vangelo” e a pagina 58 inciampi in un “Gesù molto duro, ai limiti dell’insensibilità”. Il Cardinale di Brianza quando non cinguetta per le masse non può nascondere che Matteo 15,21-28 contiene un passaggio quasi “razzista” (sue le pudibonde virgolette). Dunque l’Arcivescovo di Bologna non usi Cristo per dare addosso agli etnicisti, non dica a Repubblica “Chi vuole governare con il Vangelo faccia scelte che uniscano”, non riduca pure lui un testo sacro a programma profano, non ecciti fin troppo facili confutazioni (poco inclusivo anche Matteo 10,35, “Sono infatti venuto a separare…”), esorti semmai tutti alla grande fede che fece meritare un miracolo alla donna cananea inizialmente respinta siccome di altro ceppo. Altrimenti è solo una canzone di John Lennon.

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    20 Giugno 2018 - 12:12

    Certo, è anche Matteo 12,30, per chi continua a credere che le scritture siano un argomento, e non un documento. Egregio Langone, lei che mi sembra cattolico, dovrebbe sapere che valgono la Parola di Dio, la Tradizione e ... il Magistero della Chiesa. P.S. Marco 9,40

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