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“Solo scopando si è vivi”. Ecco perché non leggerò Philip Roth

Ho capito cosa mi tiene lontano dall’illustre defunto. A chi propone di "scopare" per sentirsi vivo preferisco chi riesce a mostrare la vita dove non sembra essercene molta

29 Maggio 2018 alle 06:14

“Solo scopando si è vivi”. Ecco perché non leggerò Philip Roth

Foto tratta dalla pagina Facebook di Philip Roth

Non ho mai letto nulla di Philip Roth, in questi giorni ho letto molto su Philip Roth. Devo dire che nessuno dei millanta necrologi è riuscito a farmi pentire, a convertirmi, a convincermi che fosse necessario correre a comprare un qualsiasi libro dello scrittore americano. Ma ho capito il problema, cosa di preciso mi tiene lontano dall’illustre defunto, soltanto quando ho letto un pezzo di Vanni Santoni. “Solo scopando si è vivi”: ho scoperto essere questa l’idea alla base dell’opera rothiana. Non mi sembra un’idea originalissima (non l’aveva già espressa Henry Miller?). Non mi sembra un’idea da promuovere. Forse, qualora ci si riferisse esclusivamente al coito vaginale completo, non interrotto, praticato con donne fertili che non usano anticoncezionali, sarei tentato dall’acconsentire. Ma a parte che l’accezione rothiana della parola “scopare” potrebbe essere diversa (chiederò lumi a Santoni che invece Roth lo ha letto), vorrebbe dire che i casti, gli impotenti, i disinteressati, gli infecondi, gli impossibilitati sono quasi morti. E’ un pensare da becchini. E da artisti deboli: ritengo grande colui che anziché ribadire le gerarchie esistenziali più ovvie riesce a mostrare la vita dove non sembra essercene molta. Prego affinché sorga un nuovo scrittore munito della seguente idea: “Si è vivi sempre”.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    29 Maggio 2018 - 22:10

    Langone non e’ in grado di abbandonare il suo vizio: epater les bourgeois. E’un Incorruttibile snob.

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  • lisa

    29 Maggio 2018 - 17:05

    No, leggetelo, e fatelo subito, e smettetela di pensare al sesso, i libri di Roth sono intelligenti e divertenti, con o senza scopate.

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  • Aurien

    29 Maggio 2018 - 14:02

    Se questo fosse il suo parere condiviso tra gli amici al bar e io fossi uno dei suoi amici in ogni caso le direi di leggerlo un libro, prima di giudicare un autore. Ma lei scrive pubblicmanete un articolo giudicando l'intera opera di Roth basandosi su una citazione estrapolata dal contesto dei libri e senza mai averne letto uno. Per partito preso e per sentito dire. Che è imperdonabile per qualsiasi cosa ci si accinga a giudicare, figuriamoci quando si presume di poter recensire l'opera omnia di un autore. Mi dia retta faccia la fatica di leggere un libro di Roth dall'inizio alla fine e poi potrà scrivere (solo su quel libro) il suo esimio giudizio:) Perché un giudizio per sentito dire è...un filino diseducativo e sicuramente un pessimo esempio:)

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  • luigi.desa

    29 Maggio 2018 - 14:02

    Non ho letto Philip Roth e ne sono pienamente soddisfatto. Ahò guarda che in 70 anni ho letto migliaia e migliaia di libri,capolavori e libri tosti per così dire. luigi classe 38

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