“La marcia sul posto” parla della presidente del Consiglio. La tesi è questa: la guida del governo, che doveva essere per la sinistra più convenzionale la nuova Marcia su Roma, s’è risolta in un abile e caparbio sforzo di resistenza, un’accorta crioterapia per congelare ogni cambiamento. Per paradosso diventa un elogio obliquo