Politica
Le frecciatine del presidente •
Roggero, spese per la difesa, Rai e No tav: Mattarella usa il ventaglio con la stampa per bacchettare i partiti
Il presidente della Repubblica durissimo sul dibattito nato dopo il caso del gioielliere: "Adattare la legge a comportamenti individuali è l'abdicazione dello stato". Poi la stoccata a sinistra: "Non si esiti a condannare le inaccettabili violenze in Val di Susa"

Dagli schiamazzi della destra su Mario Roggero alle lunghe reticenze di gran parte della sinistra nel condannare la violenza No Tav, passando per l'Europa, le spese per la difesa, la Rai, l'aggressività verbale e l'uso troppo disinvolto dell'AI. Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il ventaglio, il consueto appuntamento estivo con la stampa per gli auguri di buona estate, diventa l'occasione per richiamare i partiti alle loro responsabilità su quei temi sui quali, a destra come a sinistra, si tende a essere troppo leggeri.
Mattarella, parlando con i giornalisti, ha ricordato che lui - a differenza dei presidenti di Camera e Senato - è "estraneo alla dialettica tra le forze politiche" e che dunque per questo "non è mio compito esprimere giudizi su temi politici", ma piuttosto "quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione". Fatta questa premessa, ha cominciato un lungo elenco di "riflessioni" che sono risuonate come lavate di capo rivolte un po' a tutti i partiti.
Il caso Roggero
La prima avrà fatto drizzare le orecchie a destra, dai vannacciani a Lega e FdI. Interpellato dal presidente dell'associazione stampa parlamentare Alfonso Raimo, Mattarella ha commentato il dibattito sulla legittima difesa che è seguito alla condanna del gioielliere Mario Roggero. E lo ha fatto con parole durissime: "In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, - ha detto - i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l'abdicazione dello stato".
Le violenze No Tav in Val di Susa
Ancor più duro il titolare del Colle lo è stato nel parlare di quanto accaduto lo scorso fine settimana ai cantiere della Tav in Val di Susa. "Non è accettabile - ha detto - che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all'interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza. Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica". E qui il presidente ha aggiunto una cosa che per qualcuno è suonata come un richiamo a chi, a sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein ha impiegato un po' troppo tempo a condannare le violenze. "Non è accettabile - ha aggiunto Mattarella - alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica".
Le spese per la difesa e i finti pacifisti
Non poteva mancare poi un ammonimento a tutti quei presunti pacifisti che, a sinistra come a destra, contrastano l'utilizzo dei fondi Safe per il riarmo: "La realizzazione di un'efficace difesa comune europea - ha detto il presidente - non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace".
La Rai e l'Europea media freedom act
Un richiamo (non il primo da parte del Quirinale) è arrivato anche sullo stallo che regna sulla Rai, sia per quanto riguarda la riforma che dovrebbe ridisegnare il servizio pubblico radio-televisivo, sia per lo stallo sulla nomina del presidente che ha portato, nelle scorse settimane, alla dimissione in massa delle opposizioni dalla commissione parlamentare di Vigilanza: "Il ruolo essenziale dell'informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità", ha detto Mattarella. "E' auspicabile che, nell'attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi". E poi l'affondo sul mancato recepimento dell'European media freedom act: "Il regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l'8 agosto del 2025, il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell'Unione e i deputati al Parlamento europeo, espressi dai diversi paesi membri, appare difficilmente comprensibile".
La stoccata sull'Europa
E sull'Europa anche il messaggio è arrivato chiaro. Soprattutto a destra dove in pochi (Giorgia Meloni compresa) vorrebbero rivedere i trattati per consentire all'Unione un maggior spazio di manovra. Mattarella ha ricordato: "So bene che, in diversi campi, l'Unione deve assumere maggiore dinamismo. Anche per questo non è stato saggio lasciar cadere, nel 2022, il poderoso sforzo promosso dal Parlamento europeo, sotto la presidenza di David Sassoli, con la Conferenza sul futuro dell'Europa; esercizio che aveva coinvolto milioni di cittadini europei. L'abbandono dell'ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore". E proprio sulla revisione dei trattati che il presidente ha tirato il suo affondo verso chi a destra frena: "Conosco bene l'esercizio di critiche rivolte all'Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci".
Il richiamo sull'"eccessiva aggressività verbale" e le "tensioni elettorali intempestive"
Dal Colle non poteva poi mancare un richiamo sul "preoccupante fenomeno dell'astensione" e contro "l'eccessiva aggressività verbale" in vista delle elezioni. "Naturalmente - ha detto il presidente - mi auguro costantemente che la vita politica si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente" e che "le tensioni elettorali - ancora, per la verità, piuttosto intempestive - non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni".
Informazione e Intelligenza artificiale
Mattarella ha poi fatto un appello/richiamo anche ai giornalisti, chiedendo loro attenzione sull'uso dell'Intelligenza artificiale: "Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all'infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Esiste forse informazione senza i giornalisti?", ha domandato il presidente. "L'informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly".
