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“Nordio dentro una R4”. A Roma l'intimidazione brigatista al ministro
La scritta con la stella a cinque punte e la sigla Br è comparsa su un muro in via Portuense. Meloni: "Solidarietà al ministro. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza"

Una scritta di minaccia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio è comparsa su un muro di Roma. In caratteri rossi, dice: “Nordio ti metto dentro una R4”, accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla Br. Il riferimento è noto: la R4 è la Renault 4 rossa nella quale il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro, barbaramente ucciso dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia. La scritta, secondo quanto risulta al Foglio, sarebbe presente da almeno un mese. Ma è solo ieri che alcuni ignoti ne hanno segnalato la presenza alle autorità. Oggi i carabinieri della compagnia Eur si sono recati sul luogo, in via Portuense, all’altezza del civico 473, vicino la caserma dei carabinieri nell'ex ospedale Forlanini, per visionare le registrazioni delle telecamere di sicurezza e ascoltare i testimoni.
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha espresso la propria solidarietà e quella del governo nei confronti del ministro, condannando l’accaduto come “gravissima e inaccettabile intimidazione”. Meloni ha poi affermato che “il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità”.
Tra i primi politici a esprimere solidarietà a Nordio è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, che in una nota ha espresso “piena solidarietà da parte mia e di tutti i deputati di Fratelli d'Italia al ministro Carlo Nordio, oggetto di una scritta infame come infami ne sono gli autori”. Bignami ha anche comunicato che “la strategia del terrore, la violenza fisica e verbale in questa Nazione vanno fermati senza se e senza ma, con determinazione e senza ambiguità”. Anche dal Pd la deputata Deborah Serracchiani ha definito inaccettabili le minacce.
A sostegno di Nordio si è espresso anche il presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha definito quanto accaduto come “un fatto grave e vile” e ha espresso la “più forte e convinta solidarietà” nei confronti del ministro. “Colpire Nordio significa tentare di intimidire non soltanto un ministro della Repubblica, ma un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato. Nel suo lungo impegno da magistrato ha sempre difeso le istituzioni con rigore, equilibrio e fermezza, anche nelle sedi giudiziarie e nei momenti più delicati”, ha poi proseguito il leghista, esortando lo stato ad agire prontamente e con fermezza per individuare e perseguire i responsabili.
“Rievocare i crimini compiuti dalle Brigate rosse è un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia”, ha scritto in un post su X il presidente del Senato Ignazio La Russa. La Russa ha espresso la propria solidarietà a Nordio, aggiungendo che "Nessun delirio eversivo e nessuna intimidazione potranno mai piegare l'azione delle Istituzioni e il primato della legalità”. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso vicinanza al ministro in una telefonata.