Il giornale di Nordio

Il nuovo sito del ministero della Giustizia sarà un giornale online. Dalla posta dei lettori alle recensioni dei legal drama, il ministro si rifugia nella scrittura  

29 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 13:11
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Roma. La letteratura ti difende dalle offese della vita. Il giornalismo, da quelle della politica. Vale per molti, da sempre. Vale, oggi, anche per il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il Guardasigilli che trova finalmente ristoro nelle pagine di Anatole France. Il suo elisir. Ma che ora guarda, oltre agli scrittori, anche ai giornalisti.
In via Arenula, del resto, sanno che i libri sono solo un cerotto e non bastano a rimarginare le piaghe dopo quattr’anni di legislatura. Sicché arriva un giornale, oggi – scritto e ideato in quelle stanze – destinato a diventare l’house organ del ministero. Sarà il Fatto di Nordio, o il Nordio Quotidiano. Il balsamo online dopo il referendum sfranto, le zarine detronizzate, il rognosissimo Dap, le grazie richieste (e non ottenute), e persino le insolenze di Sigfrido che addita il ministro bibliofilo d’essere soltanto un baccofilo dedito ai ranch uruguayani. Sarà l’ultimo atto del dicastero, così dicono, nonché il rifugio dell’uomo. Con Voltaire, Montesquieu, e una rubrica montanelliana, addirittura, dal titolo “Le stanze di Carlo”.
Al ministero, comunque, ci pensano ormai da mesi. Pensano a Sabino Cassese, blasone di giornali e tivù, che dovrebbe essere adesso la firma del Fatto (nordiano). Per quanto oltre alla giurisprudenza tricolore – Cassese, appunto – si suggerisca al ministro l’immancabile pennellata di pop che fa grande ogni giornale. Metteranno il Fatto in gonnella? Forse. I suoi uomini hanno immaginato diverse sezioni più leggerine. Cultura e Società. Rubrichette che, dopo tante lotte intestine, infondano grazia (più che giustizia). Tra le sezioni del sito, quindi, eccone una dedicata ai legal drama, le serie tv ambientate nei tribunali. Non ve lo immaginate – vero? – Carlo Nordio a spulciare Netflix in cerca di avvocati e pm alle prese con indagini e dilemmi etici… No. Eppure non di soli tomi vive l’uomo (figurarsi i dipendenti del ministero: i primissimi avventori del sito). Si racconteranno quindi le gesta di Harvey Specter, l’avvocatone di New York, protagonista di Suits sempre avvolto in abiti sartoriali. Oppure gli intrecci amorosi e avvocatizi di The good wife (una pennellata di pop, e non solo). Dopo anni di rogne, si scioglieranno le tensioni nel colore e nel pallone: articoli di cinema e di diritto sportivo.
Nordio, si diceva, risponderà poi direttamente ai lettori – che ci auguriamo non siano solo i dipendenti – e lo farà al modo di Montanelli. Anche perché la Voce – la sua voce – è oggi quella di Francesco Specchia che del giornale di Indro fu critico cinematografico e redattore brillante.
Il cuore del Fatto – il cuore di Nordio – saranno però anche le carceri. Giusto ieri il ministro ha infatti incontrato in via informale Gianni Alemanno, per “un cambio di marcia sulla riabilitazione dei detenuti”. E chissà che l’autore di approfondimenti sul sovraffollamento non possa essere proprio lui, l’ex sindaco di Roma, oggi consigliere di Roberto Vannacci.
Di certo, comunque, c’è che dopo tanta pena sta arrivando la medicina. Nordio torna nel suo Giardino di Epicuro, insieme a France. E dunque nei piaceri semplici che gli dà lo scrivere.
Certo se avesse vinto, a marzo, i suoi sogni sarebbero stati altri... Se avesse portato a casa il referendum, avrebbe sognato con vista Colle... Ma la storia, si sa, non si fa con i “se”. La storia non si fa con i “ma”, ma il giornalismo, quello anche sì.