Draghi è tornato. Il pensiero di Conte: “C’è chi lo incontra e lo sogna al Colle”. È la variabile del pareggio

Da Schlein a Grillo, passando per Tremonti e Di Maio, fra preoccupazioni e ritorni. "Sento che c’è uno strano movimento intorno a certe figure", dice il leader del M5s

31 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 08:49
Immagine di Draghi è tornato. Il pensiero di Conte: “C’è chi lo incontra e lo sogna al Colle”. È la variabile del pareggio

Foto ANSA

Unite i puntini: Draghi è tornato. Se alle elezioni si pareggia, potrebbe fare il premier, ma se il centrosinistra vince, a quel punto Schlein … Ascoltate Giuseppe Conte, che per queste cose ha naso: “Sento che qualcuno incontra Draghi, sento che c’è uno strano movimento intorno a certe figure… Sento cose”. E cosa sente, presidente? “Sento che c’è chi sogna sempre il Colle”. Fate attenzione: Grillo usa Draghi contro Conte e Conte rimprovera a Grillo di aver definito “Draghi un grillino”. Goffredo Bettini, quando ha letto che Draghi ha incontrato Schlein, ha sentito profumo di potere fortissimo e ha chiesto: “Ma è vero che Schlein gli ha promesso il Colle?”. Dalle Dolomiti ci telefona un montanaro (la versione fogliante di Mauro Corona, che immagina un programma con Alessandra Sardoni di La7) e ci rivela: “Ho sentito il professor Giavazzi dire: hanno tutti paura che Draghi possa tornare e che punti al Colle’. Si attendono un suo segnale”. Scatenate le agende.
Quando non si sa cosa ci riserva il futuro bisogna rivolgersi sempre agli aruspici. Andiamo da Giulio Tremonti e gli mettiamo all’orecchio questa pulce: professore, ci dicono che possa tornare Draghi, ci dicono che addirittura c’è chi lo immagina al Colle, di nuovo. Professore, lo ha sentito? “Ho sentito anche io certe preoccupazioni, a sinistra. E’ un tempo strano, non si sa con quale legge elettorale voteremo, insomma non sappiamo nulla, e a volte tornano d’attualità certi temi. E’ un po’ come le pizze. Ricordo che da bambino andava di moda la quattro stagioni. Ci sono temi e figure che sono un po’ come la quattro stagioni: è rimasta nel menù ma nessuno la ordina più”. Paranoia o fantasia? Nasce così. Schlein incontra Draghi, poi rilascia l’intervista al Foglio, Marina Berlusconi non ama la nuova legge elettorale e pensa che il governo Draghi sia stata la migliore esperienza possibile… Aggiungete che Tajani è scivolato sulla frase dei fascisti prepotenti di Roma e tutti hanno capito che si stava rivolgendo a FdI. Giovanni Donzelli, che si è tagliato i capelli, da fratellino d’Italia, lo perdona: “Prepotente io? Ma mi avete visto? Sono certo che Tajani non si rivolgeva a noi”. Ah no? L’arietta che soffia in maggioranza è tale che FdI vi conferma: “In questo momento Tajani ha più problemi di Salvini. Ed è tutto dire”. In questi anni c’è stata una tregua: FdI non apriva le porte a chi lasciava Lega o Forza Italia, ma adesso quella tregua sta per saltare. Fabrizio Sala, deputato di Tajani, raccontano sia corteggiato da FdI: porte aperte. Per non sbagliare, viene tutto rinviato: si rinvia il termine della legge elettorale, il Pnrr e il rinvio genera il pensare. E sono Draghi.
Grillo, che era finito in letargo, si sveglia e attacca Conte. E cosa sceglie? Taglia ad arte un intervento di Conte che risale alle Quirinarie e lo stravolge. Fa passare Conte per draghiano (lui che ha fatto cadere Draghi) e monta un video dove dichiara: “Il Movimento dice sì a Draghi. Anzi, rafforza il suo sì”. Peccato che in quel video Conte voleva Draghi a Chigi perché Draghi stava per andare al Colle. Il pensiero profondo dei bimbi di Conte (ricordate i suoi fan?) è che qualcuno stia sobillando Grillo per mettere in difficoltà il leader del M5s. Sono chiaramente pensieri guasti come agosto ma è anche cronaca. Due giorni fa arriva Di Maio alla Camera, ancora, e a quel punto a sinistra si domandano: “Perchè Di Maio viene con frequenza a Roma? Perché?”. Chi è l’altro grande manovratore di queste settimane? E’ Matteo Renzi che ha sempre parlato di “Draghi” come il suo capolavoro: sono io che vi ho portato Draghi. A destra, chi è l’altro grande amico di Draghi che in questo momento ha in mano lo scostamento di bilancio, che il 5 agosto deve presentarsi alla Camera? E’ Giorgetti, uno che con Draghi ci farebbe almeno altri quattro governi. Resta Schlein che ha finalmente capito il gioco. Da quando ha incontrato l’ex premier, gli sorridono i monti e anche i Draghi gli fanno ciao. Paranoie? Probabile, ma in agosto (in verità anche durante il resto dell’anno) la politica è ottanta per cento abbagli, dieci per cento la famiglia Berlusconi che domani no, ma dopodomani… un altro cinque per cento Salvini che non arriva a Pontida, l’ultimo cinque per cento, il più genuino: non si sa come arrivare alle ferie. Il ritorno di Draghi è alla fine la cosa più credibile come la Settimana enigmistica e il suo gioco: la pista cifrata. Cameriere? Una quattro stagioni…