(foto Ansa)

le non risposte

Schlein senza coperture. Le supercazzole con la stampa estera

Luca Roberto

A Palazzo Chigi farebbe nuovo debito o alzerebbe le tasse? Lo chiede la Faz alla segretaria del Pd. Ma la risposta è un lungo panegirico che non entra nel merito. Lettori tedeschi perplessi. E anche sul gas algerino la leader dem svicola

Era la prima occasione, per Elly Schlein, per mostrarsi alla stampa internazionale con l’allure della premier ombra, dopo la vittoria del No al referendum e il terremoto innescato nel governo. Così mercoledì la segretaria del Pd si è presentata a Palazzo Grazioli con fare baldanzoso, sicura di fare bella figura. Poi però un giornalista tedesco, il cronista della Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) Christian Schubert, le pone una questione molto precisa: “Quando ascolto le sue richieste sento un sacco di spese. La domanda è: come finanziare tutto questo? Con più tasse, spaventando gli investitori, o con più debito?”. Con la postilla sulla scarsa praticabilità degli eurobond," anche perché alcuni paesi come la Germania sembrano essere molto contrari”. Al che Schlein prende il microfono e sintetizza al meglio le sue proposte in campo di politica economica. “Negli anni precedenti all’emergenza Covid sono stata parlamentare europea ed eravamo in pochi in quell’Aula a chiedere un Piano europeo di investimenti comuni. Poi si è capito che era l’ unica strada necessaria per fare una politica espansiva che consentisse ai paesi di reagire all’impatto economico molto duro della pandemia. Oggi le ragioni che allora hanno portato a questa scelta sono semmai più vere e più necessarie di ieri con la differenza che mentre quella scelta allora era di solidarietà ai paesi più colpiti dalla pandemia, oggi chi beneficerebbe maggiormente di un nuovo grande piano di investimenti europei sono i paesi del nord e dell’est giustamente preoccupati per quello che si muove ai loro confini e per le minaccia russa”. Ok e quindi? “Cosa vediamo noi in un piano di investimenti comuni europei? Un piano industriale, che è indispensabile. Mi è piaciuta molto una proposta di un Premio Nobel come Giorgio Parisi: un Cnr europeo sull’intelligenza artificiale”. Ma gli investimenti comuni devono mirare anche a “un piano sociale europeo, che deve affrontare anche la grande questione abitativa. Sono questioni su cui l’unione fa la forza”. Senza però tralasciare “le politiche di accompagnamento alla transizione. Siamo tutti d’accordo che la transizione non la debba pagare chi ha già pagato le crisi economiche e finanziare di questi anni, ma negare i cambiamenti climatici non aiuta le imprese e gli agricoltori, che sono tra le prime vittime degli effetti degli eventi climatici estremi in un paese esposto come il nostro. Chiedetelo a quegli agricoltori che per le alluvioni in Emilia-Romagna e Toscana hanno perso i raccolti degli alberi da frutta, che crescono in cinque anni”. Solo nella parte finale della risposta Schlein dirà: “La voglio rassicurare: all’ultima legge di Bilancio abbiamo presentato come forze progressiste una serie di emendamenti tutti con le coperture. Il salario minimo per esempio si può fare a costo zero. E tre miliardi per gli infermieri si possono trovare tagliando i sussidi ambientalmente dannosi”. La solita ricetta. Ma anche rispondendo a un’altra domanda, di un giornalista algerino, che gli chiedeva se da premier avrebbe mantenuto una politica di collaborazione con Algeri per l’approvvigionamento di gas (il gancio di cronaca era la visita di Meloni nel paese di questi giorni), Schlein ha preferito dribblare la questione insistendo sulle rinnovabili e accusando il governo di non aver realizzato la Giga factory a Termoli. Insomma, si prepara per Palazzo Chigi. Ma non chiedetele di spiegare dove troverà i soldi. I lettori tedeschi (e non solo) se lo stanno ancora chiedendo.

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  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.