Ansa
Autonomia o bidone?
Intese con Meloni, foto, ma l'autonomia (che non c'è) dal 2025 al 2026 è peggiorata. Il caso Veneto
A ogni appuntamento a Chigi i poteri vengono svuotati, il denaro viene tolto, le competenze limate, il testo sbianchettato. Nel 2025 Zaia e Calderoli firmavano le pre-intese relative a quattro materie, solo che, a ogni tratto di penna, quello che Zaia ha preso Stefani perde
Ecco la grande bidonata: si chiama autonomia, ed è il sogno della Lega, del ministro Calderoli. Al sud il governo ha fatto il pieno di No al referendum, ma al nord rischia la valanga di fischi. Non c’è solo Attilio Fontana che ora protesta contro la Ue, le decisioni di Raffaele Fitto, di FdI, che sposta le risorse dalle regioni allo stato. C’è la grande questione autonomia che presto si rivelerà per quello che è: il niente. Da due anni si elencano strette di mano, si moltiplicano le fotografie con Meloni, ma cosa c’è di concreto? A ogni appuntamento a Palazzo Chigi i poteri vengono svuotati, il denaro viene tolto, le competenze limate, il testo sbianchettato. C’è un esempio, ed è il migliore: riguarda la regione Veneto. Era il 18 novembre del 2025 e Luca Zaia e il ministro Calderoli firmavano le pre-intese relative a quattro materie. La sensibile è una, parliamoci chiaro, la sanità, solo che a ogni tratto di penna, quello che Zaia ha preso Alberto Stefani perde, quello che il governo promette nel 2025 si rimangia nel 2026. E ci sarebbe da ridere.
Il 18 febbraio del 2026 arrivano a Roma, convocati da Meloni, i presidenti di regione Stefani, Fontana, Cirio, Bucci. Vengono accolti con cerimonie, in pompa magna da Meloni e Salvini. Sempre strette di mano. Dunque adesso c’è finalmente l’intesa. Eh no. E’ un altro via libera alle pre-intese, allo schema preliminare. Ma la pre-intesa non l’aveva già firmata Zaia e Calderoli, l’anno precedente? Andiamo avanti, vediamo i testi, confrontiamo quello del 2025 (firma Zaia) e l’altro del 2026 (Stefani). All’articolo 3, comma 2, dove si parla delle disposizioni economiche in materia sanitaria (“definire in autonomia la gestione del sistema tariffario di rimborso, remunerazione e di compartecipazione degli assistiti”) non cambia nulla, anzi, si lascia a carico del bilancio della regione eventuali livelli ulteriori rispetto ai Lea (i livelli essenziali di assistenza) mentre nel 2025 era stato chiesto di finanziarli con il fondo sanitario. Bella conquista. Al comma 3, continuiamo, si scrive: “Definire in autonomia la programmazione degli interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende sanitarie”. Si parla insomma di risorse economiche ma nulla si dice su quanto richiesto dal Veneto, ovvero evitare gli enormi ritardi che l’attribuzione di risorse determina nella programmazione. Niente.
Peggio al comma 4. Leggiamo: “Definire in autonomia l’individuazione di sistemi di governance” (questo nel 2025) solo che questa governance nel testo bis viene cancellata e si passa a una formula ambigua per ciò che riguarda la possibilità di integrazione strutturale con il fondo sanitario. Non si vieta ma neppure si cita. Ma il capolavoro è il comma 5. Viene venduto come grande conquista ma è acqua corrente, il si può fare già. Viene salutata come autonomia la possibilità di destinare alle aziende sanitarie risorse per assumere personale. Solo che è una disposizione già presente nelle norme. Già dal 2025 si può assumere se le regioni sono in equilibrio economico-finanziario. Nel comma 6, dove si prevede la possibilità di allocare risorse su altri ambiti di spesa sanitaria, si passa da frasi più stringenti a indicazioni più generiche.
Facendo un conto: in due anni si è arrivati alla bis pre-intesa, hanno peggiorato il testo, l’autonomia è una chimera, un bidone. Non solo. Le regioni del nord, si veda Fontana, sono inviperite (e a ragione), solo che il governo di destra continua a dire che “abbiamo conquistato l’autonomia”. Se è questa, non si abbia a male, ma sa tanto di patacca. Pre-intese delle pre-intese, viaggi a Roma, titoli sui quotidiani ma di concreto solo intese che a ogni lettura si depauperano di poteri. Tra il 2025 e il 2026, da Zaia a Stefani, si sono solo rese generiche le norme, persa la governance. Voi come la chiamereste: autonomia o bidonata?