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Il siparietto di Meloni da Fedez: "Santa Madonna, famme finì"
La premier ospite di "Pulp podcast" viene interrotta da un membro del suo staff: "Mo m'hai fatto perdere il ragionamento". La scena è stata inserita in coda: "Nella puntata non ci sono stati tagli di merito. Tutti i tagli sono tecnici", dicono gli autori
“C'è un problema. Ho capito, famme fini', però”, dice Giorgia Meloni. La replica: “Non ti vedi”. E lei: “Santa Madonna. Ho capito, ma famme finì. Mo mi hai fatto perdere il ragionamento. Dai, aspettavi un attimo”.
Se fosse un programma televisivo, il siparietto tra la premier e un membro del suo staff che la avvisa sulla posizione del microfono sarebbe un fuori onda. Nel podcast di Fedez e Mr. Marra è invece un taglio tecnico che i due autori hanno poi messo in coda alla lunga intervista pubblicata oggi e durata circa 55 minuti.
Vari i temi affrontati lungo la puntata, dalla politica estera alla riforma sulla magistratura. Su quanto sta avvevendo in Iran "penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota di una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi e quindi il punto di vista di chi sta al governo, per capirci, rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi", ha detto la premier. Secondo Meloni "stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano. Viviamo in un mondo in cui ti trovi a scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti", ha detto, ammettendo di non avere "elementi per confermare o confutare quello che dicono gli americani sull'Iran e quindi continuiamo a perseguire la strada di tentare di chiudere un accordo con l'Iran per cui vedere se l'Iran accetta di usare solo a scopi civili e non militari". Da parte dello stato ebraico, per la premier, "ci sono state delle reazioni spropositate. Dopodiché per Israele, visto dal suo punto di vista quella dell'Iran è una minaccia sistemica" è un paese "che dichiara di voler distruggere lo stato di Israele, chi vuole distruggerti e si dota di un'arma nucleare tu lo vivi come una minaccia molto forte".
Sul tema del referendum, la premier ha difeso le ragioni del Sì alla riforma Nordio. La lista da cui sorteggiare i membri laici del futuro Csm "dovrà essere molto lunga e verrà fatta con le opposizioni" perché "non stiamo scegliendo il responsabile di una bisca clandestina", ha spiegato, aggiungendo che le "tesi surreali" avanzate da alcuni esponenti del fronte del 'no' al referendum "sono una mancanza di rispetto per il presidente della Repubblica" che "ha controfirmato" la riforma della giustizia e che invece "non controfirmerebbe" una legge attuativa che intendesse andare nel senso di una manipolazione del sorteggio. Meloni quindi ha ribadito: "Io voglio mantenere la soglia dei 3/5, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola". La premier ha poi ribadito come l'esito delle urne di domenica e lunedì non influenzeranno l'andamento dell'esecutivo. "Il fronte del 'no' lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l'unico strumento che ha è dire: 'Vai a votare per mandare a casa Meloni' – ha detto la premier – Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano, perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Se la detesti e sei d'accordo con la riforma, secondo me, vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema", ha detto.
“Tutte le volte che si è cercato di fare una riforma vagamente seria” della giustizia, “c'è stata la levata di scudi che state vedendo anche adesso”, ha proseguito la presidente del Consiglio. Secondo cui c’è “un discorso di indisponibilità al dialogo su questa materia. Il problema – ha aggiunto – è che quando tu vuoi che tutto rimanga sempre identico è perché devi evidentemente difendere qualcosa, uno status quo, che finisce per essere un privilegio. Io non so dire se c'è poca fiducia nella politica – ha detto Meloni, ricordando di aver cominciato a fare politica "quando hanno ammazzato Paolo Borsellino, figuratevi come la penso sui giudici. Quindi, sì che mi avrebbe fatto piacere poter avere un dialogo serio nell'interesse della nazione, però per fare i dialoghi bisogna essere in due”, ha sottolineato Meloni.