Foto LaPresse

All'ultimo voto

La piazza del No con le bandiere Cgil (e tra Schlein e Conte si pensa al dopo)

La "societa civile per il No" si fa sentinella per la Costituzione, con il sindaco Gualtieri. Rosy Bindi e la studentessa Angela Verdecchia le più applaudite

Landini Masaniello invita ad "adottare" gli amici che vogliono vtare Sì, Conte "avvocato del No" avverte: "Non ci prendano in girro", Schlein esorta a convincere gli indecisi

Infine salgono sul palco di una Piazza del Popolo spazzata dal vento freddo di fine inverno, tra gli ombrelli e le bandiere rosse (Cgil, Rifondazione Comunista) e rosa (Pd, Avs, Anpi), e tra i cartelli a forma di fumetto che dicono “No”: sale quello che viene soprannominato “avvocato per il No” ed ex premier Giuseppe Conte e sale la segretaria del Pd Elly Schlein. Parlano in favore di Costituzione e di “società civile per il No” che ha organizzato l'evento; parlano a mezz'ora di distanza dal leader Cgil e Masaniello del No Maurizio Landini, tutti presentati da Benedetta Tobagi, figlia di Walter e voce referendaria ubiqua. Non si prenda in giro, non ci prendete in giro, dice Conte. Sotto, nella piazza che verso il Pincio si svuota sotto le prime gocce di pioggia e sotto il palco resta piena davanti alla fluttuante bandiera della pace, si applaude la veterana della battaglie pro Costituzione ed ex ministro Rosy Bindi (due signore gridano “presidente, presidente'”, intendendo una futura e futuribile presidenza della Repubblica) e la studentessa Angela Verdecchia, autrice di un'accorata invettiva anti Meloni e anti Nordio, chiamati più volte in causa nella sua lettera aperta. Si aggirano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, dioscuri Avs separati negli interventi al microfono, e arrivano, dal Pd, sia le “ale sinistre” Sandro Ruotolo e Laura Boldrini sia il riformista dem Filippo Sensi. “Buonasera a tutte e a tutti”, è il segnale che lancia l'intervento di Schlein, quello che fa tornare indietro gli infreddoliti che stavano per gettare la spugna. La segretaria dem, colei che da un'eventuale vittoria del No potrebbe avere non soltanto rose (nel senso dei compagni di viaggio sgomitanti), parla dopo Conte che ha citato addirittura l'ancien regime per denunciare la “riforma truffa” (intanto ha preso la parola anche il “vero” avvocato del No Franco Moretti, presidente del comitato omonimo di mosche bianche rispetto ai colleghi, specchio rovesciato dei Magistrati per il Sì: “In dubio pro No, andate e moltiplicate i No”, dice nella Moretti breve arringa chiamata dalla Tobagi). E insomma, al momento in cui Schlein inizia a parlare c'è già chi, ago e filo e forbici alla mano, sta prendendo le misure al campo largo (ce la farà?). “Le persone”, ha detto Bonelli, “si sono rese conto di cosa c'è dietro” (alla campagna per il Sì del governo), “andiamo e vinciamo nella memoria di Terracini, Pertini e Iotti”. Ci si aggrappa alla Costituzione come a una zattera gonfiabile nel mare trumpiano (qualcuno, tra i promotori, teme l'involuzione “da Rogoredo a Minneapolis”). Qualcuno avvista il responsabile Organizzazione dem Igor Taruffi, e a seguire una ventina di sindaci in fascia tricolore, quelli che poi avanzeranno in modalità “quarto stato” dietro al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, paladino del No nella sua città. Si accettano consigli: ognuno di voi adotti un amico che vuole votare Sì e lo convinca, dica Landini. Prendete le vostre rubriche (e telefonate agli indecisi, è il sottotesto), esorta Schlein in modalità “stalker per la buona causa”. “No a questa guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu”, dice la segretaria dem: la riforma non renderà la giustizia migliore per i cittadini italiani, è il concetto. Tra i convenuti della prima ora, alcuni attivisti a Cinque Stelle, prima della pioggia e del profluvio pro No dell'avvocato Conte, dicono che ha ragione la Tobagi che parte lancia in resta contro la capa di Gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, tristemente nota per la frase “plotone d'esecuzione” pronunciata all'indirizzo dei giudizi politicizzati. Dall'associazione Libera dicono: altro che plotone d'esecuzione. Noi siamo qui nel nome di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rosario Livatino. In videomessaggio hanno parlato anche, accolte da applausi direttamente proporzionali alla gravitas, le attrici Marisa Laurito (con la lista di “voto No perché”), Sonia Bergamasco e Monica Guerritore – che legge la lettera-appello di 180 costituzionalisti per il No. “La realtà sta emergendo nella sua plastica chiarezza”, dice Gualtieri, alludendo a quella che descrive come “riforma inutile, ingannevole e pericolosa”. Il pubblico, intanto, si commuove per il videomessaggio del novantanovenne Rino Formica. Piove, poi smette, poi arriva Daniele Silvestri: “Questa nostra nazione gode ancora di una sana e robusta Costituzione”, canta Silvestri, prima che la piazza, al momento dei saluti, intoni “Bella ciao”.

Di più su questi argomenti: