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L'accelerata di Meloni sui carburanti. Ma è Salvini a intestarsi il taglio delle accise

Luca Roberto

Il Cdm vara il dl Carburanti con sconti di 25 centesimi al litro, il credito di imposta per autotrasportatori (e settore ittico) e l'aumento dei controlli antispeculazione. La premier: "Una priorità". Ma a rivendicare l'intervento c'è soprattutto il vicepremier leghista

L’accelerata è arrivata in mattinata, quando la premier Giorgia Meloni ha riunito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Il succo del vertice, di natura tecnica, è stata la richiesta rivolta dalla presidente del Consiglio: bisogna fare presto. Per questo il Consiglio dei ministri per varare nuove misure sui carburanti, che rischiava di slittare alla prossima settimana, è stato convocato di tutta fretta alle 19 di oggi e dopo mezz’ora di riunione aveva già licenziato un primo taglio delle accise, di circa 25 centesimi al litro, con una durata di 20 giorni. “La riduzione del prezzo dei carburanti è una priorità in questo momento”, è il sunto di Meloni al Tg1. “Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo”, rivendica la premier.

E dire che una qualche novità nell’aria la si era iniziata a percepire dall’irritualità dell’incontro convocato dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che oggi in prefettura a Milano ha incontrato le principali aziende petrolifere operative in Italia (oltre alle associazioni dei gestori). E proprio la Lega, col ministro dell’Economia Giorgetti, in Cdm si è presentata con l’obiettivo di arrivare a un taglio “sostanzioso” dei prezzi dei carburanti, dopo una serie di vagli del Mef. Perché “una riduzione di 5-10 centesimi non è sufficiente”, aveva alzato la posta lo stesso Salvini. Che però, sull’altro cavallo di battaglia delle tasse sugli extraprofitti delle aziende energetiche ha un po’ ammorbidito i toni: sarebbe “l’estrema ratio: qualora ci fosse un no a tutto si andrà a fare un prelievo sugli extra guadagni che in questi giorni sono evidenti. Però, conto di non arrivare a quel punto”, aveva commentato. Il tavolo con i “petrolieri” a ogni modo si riunirà di nuovo la prossima settimana.

Per quanto riguarda i contenuti del decreto, era stato sempre Salvini, nel pomeriggio, da Milano, ad anticipare un taglio delle accise come misura “sperimentale” e provvisoria. Il lasso di applicazione, come detto, sarà di 20 giorni. E consentirà agli italiani di “pagare meno dei cittadini francesi, tedeschi e spagnoli”, dirà ancora Salvini (che chiederà pure di “tornare a parlare, prima o poi, con i russi” sulla compravendita di gas). Si temeva che le accise potessero slittare nuovamente, soprattutto perché nel corso della giornata era stata diffusa una bozza del decreto che non le prevedeva. Ma poi i conti del Mef hanno permesso di inserire anche quell’intervento, che dovrebbe far abbassare i prezzi dei carburanti di circa 20-25 centesimi al litro. Per un importo di poco meno di un miliardo.

Viene poi introdotto un credito di imposta per l'acquisto di gasolio per gli autotrasportatori, per i mesi di marzo, aprile e maggio. Ma il credito (del 20 per cento) varrà anche per il settore ittico, come fa sapere in serata il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. Accantonata per ora un'altra misura “compensativa” come l'aumento di 130 milioni per rifinanziare nel 2026 le social card (destinate a Isee inferiori ai 15 mila euro annui) “al fine di sostenere il potere d'acquisto dei nuclei familiari meno abbienti, anche a seguito dell'incremento del costo del carburante”. Richiesta avanzata sempre da Urso e dal Mimit.

Sul fronte dei controlli invece il governo interviene con la possibilità, da parte della struttura del Garante per la sorveglianza dei prezzi, qualora rilevi un “anomalo e repentino aumento dei prezzi o delle quotazioni internazionali di riferimento”, di attivare i controlli della Guardia di Finanza. Il responso di quei controlli può portare la struttura di Mister prezzi a rivolgersi all’autorità giudiziaria entro due giorni dall’accertamento delle Fiamme gialle.

Questo il piano a livello nazionale. Ma la partita sull’energia i gioca anche (e soprattutto) a livello europeo. Domani Meloni volerà a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo, a cui si è presentata dopo aver sottoscritto una lettera, assieme ai leader di Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, indirizzata ai vertici comunitari, in cui si chiede di accelerare sulla riforma dell’Ets. Mentre insomma la presidente del Consiglio è impegnata sul fronte estero e prova a dare le prime risposte domestiche, deve fronteggiare uno come Salvini che è già passato all’incasso delle nuove misure sui carburanti.

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  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.