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Passeggiate romane

Meloni accoglie la proposta sulle accise di Schlein, la segretaria rilancia per la leadership

L'apertura della presidente del Consiglio contribuisce, secondo la segretaria del Pd, a fortificare il suo ruolo di leader delle opposizioni. Ruolo che nessuno potrà mettere in discussione in caso di vittoria del No al referendum

Elly Schlein è entusiasta. La sua proposta di attivare il meccanismo delle accise mobili per contrastare il caro benzina è stata accolta dalla premier Giorgia Meloni. E questa apertura della presidente del Consiglio contribuisce, secondo la segretaria del Partito democratico, a fortificare il suo ruolo di leader delle opposizioni. Per questa ragione Schlein ha chiesto ai suoi esperti di trovare altre possibili contro-proposte di governo da offrire al dibattito pubblico e all’interesse di Meloni. Non basta dire sempre e solo no, è stato il ragionamento che la leader dem ha fatto con i suoi, ma dobbiamo cominciare a dimostrare nei fatti che siamo in grado di garantire una credibile alternativa di governo. Del resto, Schlein, ma non solo lei, è ormai sicura che il No vincerà al referendum e sta già pensando alle mosse da fare il giorno dopo l’esito del voto. La segretaria del Pd ha già garantito che non chiederà le dimissioni del governo (anche se questo, ovviamente, non esclude che altri nel centrosinistra lo facciano) perché ritiene che non sia questo il modo di capitalizzare il risultato referendario. Ma quel successo va comunque sfruttato e in queste ultime settimane il Pd sta studiando le prossime mosse. 

 

Al Nazareno, dunque, già si brinda per la futura vittoria. Ma per alcuni (che non sono pochi) la gioia per il successo referendario contro la presidente del Consiglio, dato ormai come scontato, viene turbata da una constatazione. Che è questa: dopo la vittoria del No, Schlein, che nella campagna referendaria ci ha messo la faccia, il cuore, l’impegno e la fatica, diventerà inamovibile. Chi, soprattutto dentro il Pd, potrà dirle che non sarà lei la candidata premier alle elezioni politiche del prossimo anno? Impossibile. E dunque tutti coloro che, anche nella sua maggioranza, immaginavano di sostituirla almeno a Palazzo Chigi devono cambiare la strategia finora seguita per perseguire questo obiettivo. L’unica è insistere sulle primarie e sperare che nel voto ai gazebo si riesca a far prevalere un altro candidato o un’altra candidata. E’ una manovra azzardata e dall’esito niente affatto scontato, ma è l’unica strada che quanti tra i dem, ma anche più in generale nel centrosinistra, non si fidano di Schlein premier, possano intraprendere. 

 

Le chat dei parlamentari e dei dirigenti del Pd l’altro giorno risuonavano come campane a morto. Infatti, la pubblicazione, da parte di Repubblica, della lettera di Marina Berlusconi sul referendum del 22 e 23 marzo, ha gettato nello sconforto i dem che ora, dopo i sommovimenti registrati in campo editoriale con il caso Gedi, temono di non avere più nemmeno un giornale amico. “Non si può andare alle elezioni con Telemeloni e senza nemmeno un quotidiano che ci sostiene". Al Nazareno corre voce che tra i luogotenenti della segretaria Pd Elly Schlein alberghi un certo malumore per il ruolo sempre più importante che sta assumendo Marta Bonafoni. Sempre al fianco della leader, intenta a fare scouting della classe dirigente che verrà, Bonafoni sembra inarrestabile, e nel tortellino magico di Schlein c’è chi mastica amaro.