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Le mosse degli altri
Vannacci in calo nei sondaggi. Salvini si prende il merito d'una strategia che non ha concepito
Facendolo uscire con largo anticipo rispetto alle elezioni politiche, il Capitano avrebbe garantito al generale il tempo necessario per esaurirsi da solo. E’ una tesi elegante. Peccato che la regia dell’operazione non fosse di Salvini, ma di Giorgia Meloni
C’è un momento, nella vita di certi uomini politici, in cui tutto sembra convergere verso un capolavoro. Per Matteo Salvini, quel momento dura solitamente pochissimo, il tempo necessario a scoprire che il capolavoro era stato dipinto da qualcun altro. Un sondaggio YouTrend per Sky Tg24, illustrato ieri da Giovanna Pancheri nella trasmissione “Start”, segnala per la prima volta una flessione di Futuro nazionale, cioè il partitino di Vannacci: -0,9 per cento. E’ il suono di un palloncino che si affloscia. Finché Vannacci era nella Lega, era interessante due volte, ovvero per i giornali, che ne seguivano le scaramucce con Salvini, e per l’opposizione, che ne aveva bisogno come contraltare.
Fuori dalla Lega, con il suo movimento, il generale è diventato semplicemente uno dei tanti. Il che ha indotto qualcuno a una conclusione avventata. Se Vannacci si sgonfia, e se è stato Salvini a farlo uscire, allora Salvini dev’essere stato furbo. Si è diffusa così la tentazione di attribuirgli una lungimiranza strategica che la sua biografia politica aveva fin qui tenuto ben nascosta. Facendo uscire Vannacci con largo anticipo rispetto alle elezioni politiche, il Capitano avrebbe garantito al generale il tempo necessario per esaurirsi da solo. E’ una tesi elegante. Peccato che la regia dell’operazione non fosse di Salvini, ma di Giorgia Meloni: è stata lei a costruire le condizioni perché Vannacci uscisse, e Salvini si è trovato a eseguire un copione scritto da altri. Si conferma così una legge della politica italiana. Salvini può fare la cosa giusta, ma non può averla pensata.