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l'altra destra

Vannacci arriva a Roma e incalza Meloni e Salvini su sicurezza e Iran

Ruggiero Montenegro 

Il generale al contrario presenta oggi il suo pacchetto sicurezza con i deputati futuristi: il decreto è troppo morbido, va emendato. Manda messaggi al governo sulla politica estera mentre Ziello prepara una proposta di legge sull'oro di Bankitalia. Domani i vannacciani fanno il bis a Palazzo Grazioli con un'altra conferenza

Oro, esteri e sicurezza. Il loro perimetro, continuano a ripetere i futuristi, è quello del centrodestra. O meglio: delle contraddizioni della centrodestra. Ieri in commissione Affari costituzionali del Senato, dove vannacciani ancora non ce sono e la scelta non sembra casuale, è stato incardinato il decreto sicurezza, tanto caro alla maggioranza (e a lungo fermo al Mef, prima della bollinatura). E oggi a Roma arriva Roberto Vannacci – giovedì farà il bis a Palazzo Grazioli – per prendersi la scena e presentare il suo pacchetto. “Saranno misure draconiane”. Le sale della Camera pare fossero già overbooking, così l’appuntamento, nel primo pomeriggio, è in un hotel di via Nazionale. Cinquecento metri più in là, a Palazzo Koch, più o meno nelle stesse ore, è attesa Giorgia Meloni per un convegno alla Banca d’Italia. “Vanno finalmente a riprendersi l’oro degli italiani?”, ironizza Edoardo Ziello. Ricorda gli emendamenti, e le riformulazioni al ribasso, su quella che è una storica battaglia della destra. Che i vannacciani voglio intestarsi: “Depositeremo a breve una proposta di legge, che trasformeremo anche in emendamento al primo provvedimento utile. Lo schema – spiega il deputato di Futuro nazionale – è quello della sovranità sui lingotti, per tornare davvero sovrani delle riserve auree”. Un modello stoppato dall’Europa. “Abbiamo già tante procedure d’infrazione, una in più non cambia nulla”. Vale tutto per i futuristi, soprattutto ora, in fase di tesseramento e campagna acquisti.

A Sanremo, dopo il passaggio di Vannacci, la Lega si è ritrovata senza il segretario locale e fuori dal Consiglio comunale: Marco Ventimiglia (con altri due) ha aderito a Fn. Mentre a Roma i futuristi assicurano di avere più richieste. Nel Carroccio temono cedimenti nei deputati del nord est ma pure al sud, dove Rossano Sasso organizza assemblee e comitati.

Nella conferenza di oggi intanto Vannacci (che ha smentito i contatti con Fabrizio Corona) tornerà a ribadire che il decreto sicurezza è “troppo morbido”, “timido”, come il governo che lo ha varato. Serve molto di più, va emendato e il pacchetto futurista si muoverà su varie direttrici. La tutela delle forze dell’ordine, da rafforzare ulteriormente, la disciplina sulla legittima difesa (insieme al tema dei risarcimenti) e poi normative che riguardano l’impiego delle forze armate nelle città, che vanno adeguate alla situazione. Che non è ordinaria per il generale al contrario, lui che della remigrazione ha fatto un marchio di fabbrica e con i suoi lavora a un provvedimento (oltre che ai comizi a pagamento) in materia. Sono vette su cui la maggioranza non può spingersi, Vannacci ci sguazza. E forse non è un caso se ieri Matteo Salvini è tornato a parlare di forze dell’ordine, dopo gli incidenti a Napoli con gli attivisti “no America’s cup”. Mentre il deputato leghista Zoffili ha annunciato un’interrogazione a Matteo Piantedosi su “strade sicure”.

Il tema di queste ore resta però il medio oriente. La posizione sul ministro della Difesa bloccato a Dubai è nota: “Salvate il soldato Crosetto”, ha attaccato il generale. Ma i vannacciani non chiedono le dimissioni. “Non siamo il M5s”. Con un lettera alla Verità – da quando è considerato “un traditore” gli spazi mediatici in tv e sui giornali di destra si sono ridotti – Vannacci ha esibito quello che può essere considerato un manifesto di politica estera, in cui spiega che la democrazia non si esporta. “Cacciare i dittatori non porta bene”. E non per questioni di diritto internazionale, ma perché gli effetti – tra bollette ed economia – alla fine contrastano l’interesse nazionale. Alla Camera i suoi spiegano di essere contrari, come per Kyiv, a mandare aiuti militari, i samp-t, ai paesi del Golfo. Messaggi per il governo. Mentre il centrodestra – al di là delle dichiarazioni di facciata e dei veti leghisti – sa che il Campo largo può essere competitivo. E a guardare i sondaggi la soglia del 3 per cento fissata dalla nuova legge elettorale (Fn chiederà l’introduzione delle preferenze) è alla portata dei futuristi. Toccherà farci i conti. Nel frattempo Vannacci si infila nelle contraddizioni sovraniste e domani fa il bis alla stampa estera, con un’altra conferenza per lanciare il suo partito.