l'informativa
Crosetto: "Bloccato a Dubai per mia scelta. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa". Scontro Conte-Tajani
Il ministro della Difesa ammette l'errore per il viaggio negli Emirati, il ministro degli Esteri comunica della task force per gli italiani nella regione e sui militari in Kuwait e Libano. L'informativa davanti alle Commissioni di Palazzo Madama e della Camera
Nel terzo giorno dell'attacco israeliano e americano all'Iran, e delle reazioni di Teheran che hanno incendiato il Golfo persico, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha tenuto un'audizione con il ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alla commissioni congiunte Esteri e Difesa del Senato e Esteri della Camera per una informativa urgente sulla situazione.
Crosetto si scusa del suo viaggio a Dubai
“Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo. Ho scelto di stare a Dubai visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa. Ero con i miei figli, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere”. Il ministro della Difesa, durante l'informativa urgente, si è scusato per il fatto di essersi trovato negli Emirati Arabi Uniti durante gli strike in Iran ammettendo possibili errori personali ma respingendo le critiche politiche: "Perché ero a Dubai? Perché ho deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Siccome in quel periodo avevo messo anche degli incontri istituzionali avevamo due modi di farlo: il primo era partire in modo istituzionale, fare i miei incontri e poi collegarmi alla mia famiglia; l’altro era partire in modo civile, fare la parte familiare, pagando come un civile e unire le due cose insieme”.
Del viaggio di Crosetto il governo non era a conoscenza. Un quadro che ha alimentato le polemiche dell'opposizione e sollevato domande sulla reale capacità dell'Italia di essere informata (e di contare) nelle grandi decisioni globali. Il ministro Crosetto è rientrato in Italia con un volo di stato, ma "dopo aver bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di stato", come ha spiegato, "in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di stato". Dopo l'informativa, il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte si è rivolto al ministro chiedendogli conto proprio di questo: "Lei si è ritrovato lì per un viaggio privato, poi ha detto che era un viaggio istituzionale per incontrare un ministro emiratino. Oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c'erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia, mi chiedo allora degli altri italiani che ne è?", ha chiesto il deputato M5s, per poi concludere: "Noi non possiamo sentirci tutelati da questo governo".
Tajani: "Usa e Israele hanno agito in autonomia. La priorità è la sicurezza degli italiani"
"Ribadisco che Stati Uniti e Israele hanno deciso di agire in autonomia e nella riservatezza", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell'informativa urgente: "Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. Io, come ho subito riferito alla presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa'ar e informato di quanto stava accadendo”. "I nostri connazionali nella regione - ha aggiunto - sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l'appello alle forze politiche: deve prevalere l'unità, la responsabilità e l'equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini. Ho voluto costituire una Task Force Golfo composta da cinquanta persone dedicate esclusivamente all'assistenza dei connazionali". Il vicepremier intanto ha comunicato che, al momento, "non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari, e ha annunciato che domani "rientreranno i 200 studenti minorenni che si trovano nel paese". Per quanto riguarda gli oltre trecento militari italiani nella base in Kuwait "sono al sicuro nei bunker, e sono tutti incolumi".
Il vicepremier ha ricordato che l'Italia ha sostenuto "fino all'ultimo il dialogo e il negoziato. Ma l'Iran ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica". Tajani ha sottolineato che "l'irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione. Come dimostrano anche gli attacchi inaccettabili e insensati che Teheran ha lanciato contro i paesi del Golfo, che non erano coinvolti nelle operazioni militari in Iran". Il ministro quindi ha spiegato che l'obiettivo dell'azione in corso è "l'eliminazione del rischio nucleare e missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi ultimi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione, ma anche dell'Europa".
L'operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe, secondo Tajani, "segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e, speriamo, aprire la strada a un nuovo medio oriente di pace, sviluppo e crescita", ha aggiunto il titolare della Farnesina auspicando "uno scenario in cui i molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica. Il governo continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana".
Scontro Conte-Tajani durante l'informativa. Il governo troppo accondiscendente con Trump. La replica: "A me non ha mai chiamato Tony, a lei Giuseppi sì"
Non è mancato però un momento di tensione durante l'informativa. Il leader dei 5 Stelle ha attaccato Tajani accusando il governo di essere troppo accondiscente con il presidente americano: "Vogliamo chiarire le linee di indirizzo della politica estera. Andiamo lì, ministro, con il cappello Maga in mano, qual è il vantaggio per l'Italia?". Dura la risposta del vicepremier: "A me Trump non mi ha mai chiamato Tony o Antony, a lei lo chiamava Giuseppi. Quindi un rapporto di particolare amicizia ce lo aveva lei. Di cosa mi devo vergognare? Non mi vergogno di niente. Me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare” dice il ministro sbattendo il pugno sul tavolo. "Del cappellino? Ma era un regalo, io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel come ha fatto lei né da Trump. La verità fa male".
Dopo qualche minuto ha preso di nuovo la parola Conte: "Non è mai una questione personale, ministro Tajani, quindi quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio" se "non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano".
Crosetto: "I raid contro una minaccia imminente"
Le operazioni di Usa e Israele sono state "pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente", ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto durante l'informativa urgente. Quello che sta accadendo apre "scenari finora mai considerati, con attacchi diretti contro assetti occidentali nel Golfo e un rischio di escalation controllata ma estensiva", ha continuato il titolare della Difesa: "Anche l'Arabia Saudita ha registrato attacchi in prossimità di aree sensibili", con dichiarazioni che non escludono rappresaglie "qualora la minaccia iraniana dovesse continuare". "Significativo è anche l'attacco odierno con drone contro una base britannica a Cipro", ha detto Crosetto evidenziando l'estensione geografica del confronto e l'impatto sugli equilibri regionali avvertendo che "la portata e la tipologia degli obiettivi colpiti inducono a ritenere che le operazioni congiunte Usa-Israele siano articolate in più fasi e possano durare giorni. La fase iniziale dell'attacco rientra nella soppressione della capacità di difesa aerea nemica su larga scala, prodromica probabilmente a una proiezione massiva di forze di Usa e Israele".
Per quanto riguarda gli italiani presenti nella regione, il ministro ha dichiarato che "i rischi sono stati mitigati già da settimane: è stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile, riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l'emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione". I raid israeliani nel sud di Beirut e le operazioni a ridosso della Blue Line, ha detto Crosetto, "hanno innalzato lo stato di allerta del contingente Unifil (la Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite), con il personale italiano disposto nei bunker". In questo quadro, "le posizioni Unifil sono in stato di allerta e il personale e' nei bunker", ha aggiunto il ministro, richiamando l'attenzione sulla sicurezza dei contingenti dispiegati nel sud del Libano. L'Italia è tra i principali contributori della missione delle Nazioni Unite, con una presenza significativa di militari lungo la linea di demarcazione tra Israele e Libano.