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Il colloquio
"Sull'Iran la sinistra è senza identità. Temono di sembrare pro-Trump", dice Fiano
Tutti in piazza per esprimere sostegno al popolo iraniano, ma non M5s, Avs e Pd. "Chi lotta per la libertà in un sistema di oppressione merita supporto", dice l'ex parlamentare dem e presidente di Sinistra per Israele. "Nel vuoto di proposta del pensiero progressista purtroppo si è fatta strada la destra"
Tutti in piazza per l’Iran libero. Fatta eccezione per la sinistra italiana. Alla manifestazione nazionale prevista a Roma domani a sostegno del popolo iraniano, promossa una settimana fa dall'associazione Setteottobre, M5s e Avs non parteciperanno. Anche il Pd non ha ancora comunicato la sua adesione. “Non me lo spiego. Negli scorsi giorni ho partecipato, insieme ad altri vertici del Pd milanese e lombardo, a delle manifestazioni a Milano contro la terribile soppressione dell'opposizione iraniana”, dice al Foglio Emanuele Fiano, ex deputato del Partito democratico e presidente di Sinistra per Israele: “Non so dire perché questa volta abbiano scelto di non partecipare, penso che sia sempre giusto manifestare la propria adesione a chi lotta per la libertà in un sistema di oppressione”. A piazza Santi Apostoli ci saranno invece Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, mentre dall’opposizione hanno aderito Azione, Italia Viva e Partito liberaldemocratico. “Probabilmente a sinistra c'è il timore che partecipare alla manifestazione corrisponda appoggiare anche l'offensiva militare in corso – ipotizza Fiano – forse è questo ciò che frena. Ma a volte si può rimanere attaccati ai valori fondanti di un'iniziativa politica anche al di là della contingenza”.
Su X l'associazione Setteottobre ha esteso il suo invito così: "Attendiamo l’adesione di tutte le realtà che lottano per liberare il mondo dalla violenza dell’Islam radicale, per difendere i diritti delle donne e degli omosessuali, per affermare i valori della libertà religiosa, della libertà di pensiero e del rispetto della persona". Oggi, mentre l'Iran vede cadere uno dopo l'altro i vertici del suo regime teocratico, dal campo largo tutto tace.
Se nel Golfo persico si intensifica il fuoco incrociato, l’opposizione italiana è alle prese con il caso del ministro della Difesa Crosetto e del suo viaggio a Dubai (rimasto ignoto tanto ai Servizi quanto al vicepremier AntonioTajani). I due ministri sono auditi in Parlamento, Schlein punge la premier sulla mancata conoscenza degli attacchi militari da parte di Washington, mentre il leader di Avs Angelo Bonelli arriva a parlare di “governo Meloni umiliato da Trump”. Fiano invita a un maggiore pragmatismo: “Credo che in questo momento ci si debba concentrare su quello che sta succedendo nelle zone di guerra. Nonostante la mia massima avversione per il regime di Khamenei, non si possono nascondere gravi elementi di preoccupazione”. Riscontrando un problema che va ben oltre i confini nazionali: “In un mondo dove sono vincenti i problemi della destra, la sinistra si mostra senza identità, non è solo un problema del Pd. Cosa è stato fatto di forte negli anni scorsi a favore dell’opposizione iraniana?”, si chiede il dem.
A leggere le dichiarazioni degli ultimi giorni, il mondo progressista si è limitato a dirsi contrario a un’azione militare unilaterale. Si va dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez al leader del M5s Giuseppe Conte, fino al leader della Cgil Maurizio Landini. “Ma oltre a dire che siamo contrari a interventi del genere, noi di sinistra abbiamo fatto o pensato a altre cose su come si salvino le libertà dell'individuo nei regimi non democratici? No – ragiona Fiano -. Anzi, negli ultimi 25 anni sul conflitto israelo-palestinese la sinistra europea, occidentale e italiana non ha fatto assolutamente nulla. E nel vuoto di proposta del pensiero progressista purtroppo si è fatta strada la destra”. Difatti, mentre i partiti di governo sono pronti a scendere in piazza, la sinistra rimane incastrata nel dilemma di Nanni Moretti: mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? "Vedere tutte le forze politiche in piazza per un Iran finalmente libero – conclude Fiano – darebbe anche un’immagine di una sinistra più responsabile”.