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L'intervista

Parla Boschi (Iv): “La legge elettorale? Ora primarie inevitabili. Calenda? Da noi nessun veto”

Ruggiero Montenegro

"Meloni ha paura di perdere il referendum e le elezioni", dice l'ex ministra spiegando che non c'è alternativa al campo largo. "Fondamentale però è un lavoro serio sul programma. Abbiamo dimostrato compattezza non solo alle regionali ma anche in Parlamento. Alla fine Calenda verrà nel centrosinistra"

Le primarie nel Campo largo, dice al Foglio Maria Elena Boschi, “sono inevitabili”. Carlo Calenda? “Alla fine verrà nel centrosinistra”. E Meloni? “Teme di perdere il referendum e preferisce che si parli di altro”. Ovvero della nuova legge elettorale, già ribattezzata Stabilicum, che la maggioranza ha annunciato a 20 giorni dal voto sulla riforma della giustizia.

Onorevole, che ne pensa di questo tempismo? “La maggioranza è da settimane sulla legge elettorale mentre aumentano le ore di cassa integrazione e continua a calare la produzione industriale. Le tasse salgono e gli stipendi restano al palo”, risponde la deputata di Italia viva. “I cittadini si sentono sempre meno sicuri ma in maggioranza discutono di soglie e premi. Il paese è altrove, ma magari Meloni teme di perdere il referendum e preferisce che si parli di altro in queste settimane”. Veniamo ai contenuti e al metodo. Per certi versi questa legge ricorda l’Italicum proposto da Matteo Renzi. “L’italicum aveva le preferenze che qui spariscono. Eppure Meloni ne aveva sempre fatto il suo cavallo di battaglia. Un’altra giravolta di Giorgia”. L’accelerata sulla riforma elettorale è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì. Siete stati consultati prima? “No, ma non è una novità, purtroppo. Siamo abituati a riforme costituzionali blindate, leggi di Bilancio da approvare in poche ore, continui decreti legge approvati a suon di fiducie”, attacca Boschi. E aggiunge: “E’ lo stile della casa con Meloni al governo”.

Le regole del gioco però riguardano tutti. Una volta che questa legge arriverà in Parlamento siete pronti a confrontarvi, a dare un contributo? E in che modo? “Come sempre faremo le nostre proposte migliorative, senza no ideologici. Abbiamo anche votato alcune proposte della maggioranza quando le condividevamo, come alcune misure sulla giustizia. Sicuramente proporremo le preferenze che Renzi ha sempre rilanciato”.

La legge elettorale proposta dal centrodestra, con quel premio di maggioranza alla coalizione, rende ancor più inevitabile un’alleanza progressista. Secondo alcuni commentatori, inoltre, la maggioranza avrebbe fatto pure un favore al centrosinistra. Il percorso iniziato in questi mesi – con Pd, Avs e M5s e Più Europa – è l’unica strada? “Meloni ha una paura matta di perdere le elezioni e ha fatto una legge elettorale per favorire se stessa”, ragiona l’esponente di Italia viva. “Poi chi cambia la legge prima delle elezioni, di solito, le perde. L’alleanza del centrosinistra è inevitabile perché nessuno può prendersi il rischio di consegnare il prossimo presidente della Repubblica ai sovranisti. Abbiamo eletto due volte, con due miracoli, Sergio Mattarella. E se vogliamo fare un altro miracolo servono i numeri e, dunque, non possiamo perdere le politiche”. C’è spazio anche per Carlo Calenda? “Italia Viva – dice Boschi – lo ha salvato quando non aveva le firme nel 2022 poi lui ha rotto senza motivo il Terzo Polo. Ha passato gli ultimi due anni ad attaccarci per aver scelto il centrosinistra e quindi, alla fine, verrà nel centrosinistra. Ma tutto è bene quel che finisce bene, da parte nostra nessun veto”.

Resta comunque il nodo del programma e del leader. Schlein è al momento la più accreditata? “Ho molta stima della segretaria del Pd ma penso che con una legge elettorale che chiede di indicare il candidato presidente del Consiglio le primarie siano inevitabili. In quel caso chiaramente Italia Viva sosterrà un candidato. Milioni di persone ai gazebo peraltro sarebbero un bel volano”, dice l’ex ministra. Puntualizzando: “Fondamentale però è un lavoro serio sul programma. Abbiamo dimostrato compattezza non solo alle regionali ma anche in Parlamento su sicurezza, legge di Bilancio, start tax, congedi parentali. Servono le idee per convincere gli elettori”.

Onorevole, non le chiediamo cosa voterà il 22-23 marzo ma ci dice almeno che ne pensa di questa riforma della giustizia? “Questa riforma non cambierà in meglio la giustizia per i cittadini e le imprese: il giorno dopo per loro tutto sarà come prima. In fondo, lo sanno anche nel centrodestra. Il governo è stato sordo ad ogni tentativo di migliorare questa riforma anche da parte di chi, come noi, è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere. Oggi – conclude Boschi – resta solo uno scontro durissimo tra governo e magistratura che, comunque vada il 23 marzo, lascerà le istituzioni più delegittimate”.

 

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