(foto Ansa)

convergenze

Lo Stabilicum riporta Vannacci nel centrodestra. E ora vuole le preferenze

Luca Roberto

Il generale in pubblico si mostra freddo sulle nuove regole elettorali ma in privato esulta. E sulla reintroduzione delle preferenze FdI potrebbe fargli un altro favore. L'agenda su sicurezza e immigrazione

Dice che alla legge elettorale “mancano le preferenze” e che “non risolverà il problema dell’astensionismo”. Ma nel privato, con chi sta dando struttura al suo partito Futuro nazionale, Roberto Vannacci è felice. Sa che lo Stabilicum, il testo con le nuove regole elettorali proposto dal centrodestra, gli sorride eccome. A partire dalla determinazione di una soglia, il 3 per cento, che al di là delle frizioni con i vannacciani nel breve periodo, a lungo termine potrebbe portare alla convergenza elettorale. Anche per questo dalle parti di Via della Scrofa preferiscono glissare, come fa Giovanni Donzelli, che poi è uno dei principali artefici della nuova legge: “Di certo non ci siamo preoccupati di Vannacci”, sostiene il responsabile organizzazione di FdI.

C’è stato un momento, nel corso delle trattative tra partiti di maggioranza e nella limatura da parte dei rispettivi tecnici, in cui, soprattutto da parte della Lega e di Matteo Salvini, s’era avanzato un ripensamento. Del resto, il testo era più o meno già bello che chiuso. E poi però è arrivata la scissione di Vannacci dal Carroccio. Così in ambienti salviniani quella soglia si sbarramento s’è preso a ipotizzare potesse salire. Con grande scorno, però, dei centristi come Lupi. E anche di chi ancora (soprattutto in Forza Italia) non vuole chiudersi la porta a un possibile apporto di Carlo Calenda nel futuro centrodestra. Così s’è deciso di lasciare le cose come stavano. Anche perché, e qui è stata la volontà di Giorgia Meloni a risultare decisiva, l’obiettivo era slegare le polemiche sulla legge elettorale al possibile esito referendario.

C’è un elemento che paradossalmente potrebbe vedere “alleati” Giorgia Meloni e il generalissimo: le preferenze. Come abbiamo scritto sul Foglio la premier ha dato mandato ai suoi per presentare, una volta che la legge sarà discussa in Parlamento, un emendamento per la reintroduzione delle preferenze. E proprio su questo tasto punta a spingere Vannacci, che nelle prime dichiarazioni pubbliche ha molto insistito proprio su questo aspetto. E ha fatto sapere che Futuro nazionale presenterà un emendamento per introdurre le preferenze. “Purtroppo devo constatare che ancora una volta non sono presenti le preferenze, ancora una volta si toglie la sovranità al popolo italiano di decidere chi eleggere e chi no e si continua a rafforzare il potere dei partiti, che ricordo essere unicamente funzionali al dibattito politico”, ha detto parlando a Radio 24. “Nella democrazia italiana il popolo è sovrano, il popolo deve essere libero di eleggere chi pensa che possa rappresentarlo al meglio. Ancora una volta si propone una legge che secondo me non rispetta quelle che dovrebbero essere la volontà popolare e che purtroppo non pone una soluzione anche all’astensionismo”. Che poi, se ci si pensa meglio, è la posizione esplicitata proprio ieri da Donzelli.

Da un punto di vista tematico, però, la “stabilizzazione” di Vannacci con lo Stabilicum non ha fatto i conti con un’agenda, quella vannacciana, che da qui ai prossimi mesi vedrà il generalissimo sempre più aggressivo nei confronti del governo. A partire dalla prossima settimana. Mercoledì 4 marzo l’europarlamentare sarà alla Camera per presentare il suo pacchetto sulla sicurezza. In sostanza a dire al governo che i provvedimenti appena varati sono insufficienti, persino “dannosi”. Per questo da Montecitorio la richiesta sarà verso misure che vadano nella direzione di allargare la legittima difesa degli agenti. E che prevedano “interventi straordinari” per la messa in campo delle forze armati in operazioni gestione dell’ordine pubblico. Dopo di che il generale punta a tornare in Parlamento con una proposta che guardi anche alla gestione dell’immigrazione e in cui potrebbe far capolino la famosa “remigrazione”. Non esattamente il menù di chi, tra un anno, potrebbe trovarsi nella stessa coalizione di Matteo Salvini. Uno che secondo le prime simulazioni rischia di vedersi dimezzare le truppe parlamentari.

Di più su questi argomenti:
  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.