(foto Ansa)

sindacalismo rotto

Landini si autosabota. Non firma i rinnovi e la Cgil rimane esclusa dai tavoli regionali

Luca Roberto

La linea del segretario è l'ostruzionismo a oltranza. Il caso dell'ultimo contratto nazionale non firmato, quello sui servizi locali, che tiene la sigla lontana dalle contrattazioni integrative. E anche sulla scuola era accaduta la stessa cosa

Si arrocca nell’ostruzionismo a oltranza. Ma così facendo rischia di relegare il sindacato di cui è segretario alla più completa marginalità. L’ultima prova, per Maurizio Landini, la si è vista nel caso del rinnovo del contratto collettivo del comparto funzionali locali per il triennio 2022-2024, sottoscritto all’Aran (Agenzia di rappresentanza negoziale per le pubbliche amministrazioni) nel corso di questa settimana. Il rinnovo prevede aumenti fino a 140 euro medi in busta paga per circa 400 mila dipendenti degli enti locali (dai comuni alle regioni), erogati sin dall’inizio del mese di marzo. Ma anche altri bonus come il recupero degli arretrati maturati fino al 28 febbraio 2026 (circa 1700 euro a dipendente), il ricorso a una sperimentazione sull’utilizzo della “settimana corta” così come allo smart working (che nel frattempo è stato drasticamente ridotto per esempio tra i lavoratori della presidenza del Consiglio, nel disappunto di tutte le principali sigle). Nella stessa sede è stato sottoscritto anche il rinnovo per i dirigenti delle funzioni locali, con aumenti di circa 440 euro mensili a beneficio di oltre 13 mila dipendenti sparsi per tutto il paese. Ebbene, la Cgil, come del resto aveva già fatto per i rinnovi contrattuali del comparto funzioni centrali, ha detto no, ed è stata l’unica tra le organizzazioni sindacali più rappresentative a farlo. Hanno infatti sottoscritto l’accordo sia la Uil che la Cisl, dopo una negoziazione durata 16 mesi. Per il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri, infatti, la firma rappresenta “un passaggio importante per il sistema delle autonomie locali e per le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini”. Per la segretaria della Cisl Daniela Fumarola, invece, l’accordo introduce “innovazioni normative importanti, per esempio in materia di conciliazione vita lavoro, erogazione del buono pasto anche nelle giornate di smart working, proroga della possibilità di effettuare progressioni tra le aree in deroga, patrocinio legale in caso di aggressioni. Questo rinnovo non rappresenta per la Cisl un punto d’arrivo ma una tappa fondamentale per l’avvio dei negoziati relativi al triennio 2025-2027 con l’obiettivo di giungere alla stipula entro la vigenza contrattuale”. Proprio il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha detto ora di auspicarsi un’accelerata sul rinnovo del successivo triennio. La Cgil, invece, ha lamentato il solito (automatico) mancato recupero del potere d’acquisto, una strategia che il sindacato guidato da Landini applica in tutte le contrattazioni. Eppure il segretario non aveva fatto i conti con l’esclusione della Cgil dai tavoli integrativi a livello regionale. Proprio a causa della mancata firma del contratto nazionale. Per esempio in Puglia, dove l’interlocuzione con i vertici della Regione proseguiva da mesi. Insomma adesso che quel contratto nazionale è stato stipulato, la Cgil per legge non potrà discutere con le altre sigle (che nell’amministrazione pubblica regionale sono molto meno rappresentative) il contratto integrativo decentrato.

Una dinamica simile la si era osservata con il mancato rinnovo del contratto nazionale per il comparto scuola e istruzione per il triennio 2022-2024, firmato lo scorso 23 dicembre. Anche in quel caso la Flc Cgil aveva fatto mancare la propria firma, in dissenso con le altre sigle. Al che ci si era chiesti se avesse diritto a discutere i contratti integrativi a livello dei singoli istituti. In quell’occasione fu proprio l’Aran a chiarire che no, non avendo firmato il contratto non aveva diritto ad alcuna rappresentanza in quei consessi.

Noncurante di queste continue débâcle, però, Maurizio Landini continua imperterrito a occuparsi di tutto fuorché di rinnovi contrattuali. Ieri è di nuovo intervenuto sull’ultimo decreto sicurezza bollinato e firmato dal presidente Mattarella, dicendo che “il tema non si affronta in questo modo”. Al contempo venerdì sarà a Palermo per partecipare a un convegno organizzato dal Comitato della società civile per il no al referendum sulla giustizia. Della serie: prima viene la battaglia politica. La contrattazione può attendere.

 

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  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.