Ansa
tormenti democratici
Harakiri Pd sull'antisemitismo, l'ira di Boccia che si butta sulla Rai
Dopo aver buttato al macero la proposta di Delrio, i dem vanno in cortocircuito sul testo Romeo-Scalfarotto. Per evitare la figuraccia il capogruppo Pd chiede di cambiare il calendario dei lavori e annuncia proteste: martedì vuole in Aula il Media freedom act altrimenti “interverremo in tutti i contesti”
Chi è peggio: la destra che maltratta la Rai o la sinistra che la usa per mascherare la viltà? Della catastrofe ddl antisemitismo si è già scritto tanto ma se ne deve scrivere ancora. Un disegno di legge di un galantuomo come Graziano Delrio viene messo da parte come fosse una molotov. Il Pd, il suo capogruppo (e detto senza malizia è il migliore che ha Schlein insieme a Igor Taruffi) gli spiega in malo modo che la proposta non è quella del Pd. Dopo tanto tormento il Pd decide di presentare emendamenti a un testo base, Romeo-Scalfarotto, da votare insieme. Per il Pd è una sconfitta in partenza. Un testo (di un senatore Pd) viene buttato al macero, dal Pd, per non scontentare gli smandrappati a sinistra.
La sorpresa, ieri. Si festeggia l’addio di Stefano Patuanelli come capogruppo al Senato del M5s (va a fare il vice di Conte) e Boccia guasta la festa, si infuria con Max Romeo. Chiede alla conferenza dei capigruppo di cambiare l’agenda dei lavori, di inserire il Media Freedom act, prima del testo base sull’antisemitismo. Perché Boccia insiste sulla Rai? Perché la destra trova l’intesa sul testo antisemitismo, un testo che la sinistra potrebbe votare se non fosse ostaggio delle sue ossessioni. Per scongiurare l’esito scontato, la figura di tolla, insomma, per prendere tempo, corre in soccorso la solita tv di stato, la democrazia paralizzata. Boccia annuncia proteste eclatanti sulla Rai e dice che martedì vuole in Aula lo European Media Freedom act altrimenti “interverremo in tutti i contesti”.
Il Pd ha scelto giustamente, è una decisione politica, di non sedere in cda Rai. Non sarebbe stato anche quello il contesto dove protestare? Infatti, in Cda protestano M5s e Avs che hanno i loro consiglieri. Da più di un anno la Vigilanza Rai è ferma. Sarà un caso ma nella settimana dell’antisemitismo, la Rai torna il grande tema del Pd, e per una riforma che, a sentire, il Mef vorrebbe accartocciare. Ignazio La Russa vuole che si voti il testo base entro il 3 marzo. Il Pd ne esce un’altra volta male. Un partito che dovrebbe andare a testa alta, intestarsi la battaglia sull’antisemitismo, costretto a prendere le distanze da Delrio in nome della Rai. Di peggio, di più.